È un parziale cambio di direzione, senza voler parlare di tradimento dello spirito originale, quello operato da Sylvester Stallone con il suo I Mercenari 3 (The Expendables 3).

Il franchise infatti era nato inizialmente come pretesto per riunire le vecchie glorie degli action movie per un’ultima missione all’insegna della nostalgia e dell’ironia (che ha poi preso il sopravvento nel secondo episodio).

In questo terzo capitolo, invece, oltre alle numerosissime star del cinema di muscoli, calci in faccia, esplosioni e lanci di coltello vi saranno molte nuove leve che attendono di prendere il posto dei veterani.

A fianco del capobanda Sly e del sue vice Jason Statham ritroviamo allora l’amico/rivale Arnold Schwarzenegger e l’attempata crew composta da Jet Li, Dolph Lundgren, Randy Couture e Terry Crews più i nuovi innesti di Antonio Banderas, Wesley Snipes, Kelsey Grammer e Robert Davi. Ospiti speciali l’esagitato Mel Gibson e un attempato come non mai Harrison Ford.

I pivellini, si fa per dire, della saga sono invece Kellan Lutz, Ronda Rousey (che viene dal mondo delle Mixed Martial Arts), il campione di pugilato Victor Ortiz e l’esordiente Glen Powell.

La trama prevede che il gruppo di Expendables debba fare i conti con un ex compagno divenuto mercante d’armi e ritenuto morto, il Conrad Stonebanks interpretato da Gibson, e intenzionato a distruggere i Mercenari. Per fare fronte al pericolo il protagonista Barney Ross ingaggia un nuovo gruppo di soldati, più al passo coi tempi, veloci, energici e tecnologici, ma sempre privi dell’esperienza delle vecchie glorie.