Lo sapevate che… Il mezzo più utilizzato per ascoltare la musica è Youtube, seguito dalla radio? O che la musica è “comunicazione”, soprattutto per le donne? E che per i teenager la condivisione viaggia più su WhatsApp anziché sui social network?

Qual è il rapporto dei giovani italiani con la musica? Se lo è chiesto Coca-Cola Italia in occasione del lancio della nuova campagnadi personalizzazione di prodotto,#dilloconunacanzone, che ha messo alcuni tra i più bei titoli e le più belle frasi di canzoni italiane e straniere sulle etichette delle bottiglie. Un’indagine, realizzata in collaborazione con l’istituto di ricerche di mercato “Squadrati”, su di un campione di 600 intervistati tra i 13 e i 35 anni, che ha prodotto un quadrato semiotico e individuato 4 tipologie di “music lovers”: gli “evangelisti”, gli “scanzonati”, i “cultori”e gli “intimisti”.

Sono due le opposizioni emerse dall’analisi delle risposteche costruiscono gli assi dello scenario:

la prima è relativa al “grado” di condivisione della musicac’è chi la considera un “fatto pubblico” e chi, al contrario, dimostra un minor livello di condivisione ed estroversione, considerandola un “fatto privato”;

la secondaindaga il livello di informazione, selezione e ascolto dedicatodistinguendo tra chi vive la musica come “passione” e chi come “passatempo”.

Da qui, quattro universi ben distinti:

- Gli EVANGELISTI: sono coloro che vivono la musica come un fatto pubblico, la condividono e, al tempo stesso, si informano, la selezionano e la ascoltano in modo dedicato. Gli evangelisti condividono le playlist, i testi e le canzoni, esprimono i loro commenti sulle novità musicali e mal sopportano chi capisce ben poco di “buona musica”.

- Gli SCANZONATIamano condividere la musica e la vivono comeun passatempo, tant’è che il loro ascolto non è dedicato ma “multitasking”. Per loro, la musica è svago, ascoltano di tutto e condividono canzoni e testi per dichiararsi o esprimere il loro mood della giornata, prediligono il mezzo “radio”.

- I CULTORI: vivono la musica come un fatto privato e come una grande “passione”. Per loro la musica è cultura, anche da collezionare, e aiuta a capire com’è fatta una persona. Sono quelli che condividono la musica, ma solo su forum specializzati .

- Gli INTIMISTI: per lorola musica è un fatto privato e, al tempo stesso, un passatempo. Di questo “gruppo” fa parte chi si ritrova nei testi delle canzoni e condivide una canzone più su WhatsApp che su Facebook. Gli intimisti enfatizzano l’aspetto emozionale della musica.

Addentrandosi nelle aree di ricerca e nelle “percentuali”, ecco quanto emerge dalla ricerca:

TEMA “COMUNICAZIONE E CONDIVISIONE”

Per il 48,3% degli intervistati la musica è “svago”, segue chi la definisce“comunicazione” (23,3%), “cultura” (19,8%) e, fanalino di coda, “suono” (8,5%): i valori relazionali e ludici attribuiti alla musica prevalgono, quindi, su quelli funzionali. Le più comunicative sono le femmine (il 28,7% sceglie l’opzione “comunicazione” vs il 17,7% dei maschi).

TEMA “ASCOLTO DEDICATO vs MULTITASKING”

Ben il 47% degli intervistati ascolta la musica senza far nient’altro. Sono più spesso le femmine ad abbandonarsi all’”ascolto dedicato” rispetto ai maschi (49,9% vs 44%).

I giovanissimi sono, invece, più multitasking: solo il 36% dedica alla musica un ascolto esclusivo vs il 57,1% dei 25-29enni e il 53,7% dei 30-35enni.

TEMA “ESPLORAZIONE vs NOSTALGIA”

Con l’aumentare dell’età sembra diminuire l’interesse per le scoperte musicali, infatti: se il 43,3% dei 13-19enni ama scoprire nuova musica piuttosto che ascoltare artisti già noti, tra i 30-35 enni il 70,1% preferisce ascoltare i suoi artisti preferiti. Si può quindi affermare che i 30-35enni sono più “nostalgici” mentre i 13-19enni sono più “esploratori”.