Odio la televisione. La odio come le noccioline. Ma non riesco a smettere di mangiar noccioline” diceva Orson Welles, in New York Herald Tribune (1956). A distanza di cinquant’anni sembra non esser cambiato nulla: tutti la odiano, ma tutti la guardano. Certo sono cambiate le modalità di fruizione, ma ad ogni modo certi appuntamenti televisivi scandiscono ancora le nostre giornate con l’unica differenza che siamo noi ad organizzare il nostro palinsesto.

Se ne è parlato lo scorso 28 maggio al Politecnico di Milano in occasione della conferenza “I dieci anni che hanno rivoluzionato la televisione” con i rappresentanti di alcuni dei canali più importanti sul mercato: Federico Di Chio (Vice Direttore Generale Contenuti, Mediaset), Paolo Agostinelli (Vice President Partner Channels, PPV & VOD Sky Italia), Marinella Soldi (Amministratore Delegato Discovery Italia), Carlo Freccero (Direttore Rai 4), Stefano Balassone (Manager Media, docente di comunicazione e blogger).

Un’evoluzione raccontata attraverso una ricerca dello Studio Frasi in collaborazione con il Politecnico di Milano e che ha inizio con la nascita di Sky Italia nel 2003 (dalla fusione delle due pay Tele+ e Stream) e la transizione dalla TV analogica al digitale terrestre, iniziata nel 2006. Cambia il mercato, si evolve, cresce a dismisura: nel giro di 10 anni i canali monitorati dall’Auditel, strumento rilevatore dei dati di ascolto, sono diventati da 6 a 197. In un groviglio di offerte sempre maggiori lo spettatore deve imparare a conoscere e gestire i contenuti che più lo interessano e, in pochissimo tempo impara a farlo in maniera eccelsa.

E’ così che si entra nell’era del My Time: decidiamo noi fruitori cosa vedere, quando e, soprattutto, come. Grazie alle multipiattaforme, infatti, la visione dei prodotti televisivi è possibile non solo per mezzo della TV, ma anche di PC e dispositivi mobile. Ciò implica un nuovo modo di approcciarsi ai mass media e di vivere l’esperienza della visione televisiva che, con l’avvento e la proliferazione dei Social Networks diviene ancora più esperienziale.

Nuove piattaforme, condivisione, interazione e ricezione di feedback su Facebook come su Twitter implicano la necessità di nuovi strumenti di rilevazione dei dati di ascolto: le società che rilevano impressions, post, attività e retweet, infatti, sono innumerevoli, ma manca una certificazione finale che attesti il comportamento dei cosiddetti “nativi digitali” davanti ai piccoli schermi (impossibile ormai parlare di piccolo schermo).

Qualche curiosità sugli ultimi dati di ascolto? La Ricerca “I 10 anni che hanno rivoluzionato la TV” rileva, inoltre,  quali siano i programmi più visti in differita: sulle reti generaliste il primo programma è Il tredicesimo apostolo, il secondo è The Mentalist, in onda su Rete 4 e il terzo è CSI Miami su Italia 1. Sui canali Sky le singole uscite più seguite in differita sono Touch, in onda su Fox, Grey’s Anatomy, su Fox Life e Masterchef Italia su Sky Uno. Considerando l’insieme delle messe in onda e non le singole uscite, balzano in testa alla graduatoria del My Time X Factor Italia e MasterChef  Italia. Insomma, i soliti noti!

E’ possibile ripercorrere le principali tematiche affrontate nel convegno su Twitter attraverso l’hashtag #10AnnidiTV. Il live twitting dal convegno è stato curato da Leonardo.it su @NewsLeonardo e da Silvio De Rossi e Valentina Biffi che hanno “cinguettato” il meglio delle argomentazioni trattate.