Non tutti lo conoscono con il suo vero nome di Terry Bollea, ma è impossibile non aver mai sentito parlare di Hulk Hogan, il wrestler che ha contribuito a rendere celebre la disciplina.

Negli ultimi anni però il baffuto atleta ormai in pensione è ritornato a essere al centro dell’attenzione della cronaca per un video hard pubblicato illegalmente da Gawker Media nell’ottobre del 2012.

Il wrestler – passando per le apposite vie legali – aveva chiesto più volte che il filmato venisse tolto dal web, ma il proprietario della piattaforma si era opposto, adducendo come motivazione del rifiuto il diritto di cronaca: nel video Hogan è infatti in compagnia di Heather Clem, ex moglie di un noto dj, e nella conversazione si sentono anche alcuni insulti razzisti espressi mentre l’uomo si lamenta dell’idea che la figlia possa avere rapporti sessuali con una persona di colore.

Dopo un lungo processo è così arrivato il verdetto, raggiunto da una giuria di sei persone che hanno deliberato dopo una discussione privata di ben sei ore: sono115 milioni di dollari quelli che Gawker Media dovrà versare al 62enne ex attore.

Il fondatore di Gawker, Nick Denton, ha annunciato di voler ricorrere in appello, in quanto a suo dire prove e testimonianze chiave non sono state accolte dalla giuria. Un portavoce di Hulk Hogan ha invece dichiarato che il suo assistito è incredibilmente felice per il verdetto, che potrebbe rappresentare una pietra miliare nella casistica della violazione della privacy travestita da giornalismo.

Il risarcimento che Gawker Media dovrà versare a Hogan è del tutto superiore alle possibilità del network, che probabilmente dovrà affrontare la bancarotta. Proprio per questo motivo, come misura precauzionale, Gawker aveva venduto parte delle sue quote al fondo di investimenti Columbus Nova Technology Partners.

Durante il processo, che è durato in tutto dieci giorni, la questione principale sulla quale ha dovuto pronunciarsi la giuria ha riguardato la libertà di stampa e di parola sancita dal Primo Emendamento della Costituzione americana: un principio che può valere anche quando si invade la privacy di un cittadino?

Denton ha dichiarato che il video di 1 minuto e 40 secondi poteva essere considerato un documento giornalistico in quanto Hulk Hogan aveva già parlato apertamente in pubblico della propria vita sessuale. La giuria evidentemente non se l’è sentita di concordare con questa visione della vicenda.