Una commedia al passo coi tempi, spregiudicata, cinica, dalla parte delle donne moderne che vogliono vivere la propria vita indipendentemente dalle controparti maschili. Così si potrebbe descrivere Ho ucciso Napoleone, secondo lungometraggio della regista Giorgia Farina dopo il successo del pluripremiato Amiche da morire che raccoglieva un cast tutto al femminile costituito da Cristiana Capotondi, Claudia Gerini e Sabrina Impacciatore.

Presentato al Bari International Film Festival, e in arrivo nelle sale cinematografiche da giovedì 26 marzo, il film vede la protagonista Micaela Ramazzotti alle prese con un personaggio piuttosto originale nella filmografia italiana contemporanea, ancora legata a stereotipi di genere difficili da superare o ignorare.

È la stessa regista che spiega la nascita del personaggio di Anita, una “donna moderna costretta a tirare fuori le unghie” a causa “della società che è modellata secondo esigenze e stereotipi femminili vecchi ed irrealisticamente perfetti o totalmente perdenti che penalizzano il ‘gentil sesso’ sia nel campo del lavoro che in quello delle relazioni.

La protagonista non soltanto vive ai margini delle aspettative maschiliste altrui, ma vuole essere trattata da pari: “Anita non si accontenta di cadere in un cliché, è anarchica e pretende di essere riconosciuta nella sua particolarità. Se la realtà le sbatte la porta in faccia Anita si adegua ed inizia a comportarsi come il più spregiudicato degli uomini, pronta a tutto per ottenere quello che le è stato tolto.”

La Ramazzotti, che in Ho ucciso Napoleone è circondata da attori d’eccezione quali Adriano Giannini, Libero De Rienzo, Bebo Storti, Elena Sofia Ricci e la cantante Thony di Tutta la vita davanti, veste i panni di una donna che faticosamente si è conquistata un lavoro da manager di successo.

Improvvisamente la sua vita viene distrutta nell’arco di ventiquattr’ore, durante le quali perde l’impiego, il legame sentimentale con il capo (sposato e con figli) e si scopre incinta di quest’ultimo. Anita tesserà la sua terribile vendetta, priva di scrupoli verso chi l’ha rovinata e le ha fatto crollare il mondo addosso, ma l’approssimarsi della nascita del figlio le farà scoprire nuovi sentimenti.

In questa commedia nera dalle venatura thriller è fondamentale il rispetto delle psicologie dei protagonisti, studiate appositamente per sembrare realistiche e persino un po’ sgradevoli, come ha commentato la stessa attrice protagonista. Anita, secondo la Ramazzotti, è “una donna cinica e decisa, molto nuova e moderna: non il solito esempio di virtù, ma una persona scandalosa, scorretta, anaffettiva, calcolatrice, e gelida come… un sofficino surgelato! Ma anche coerente con se stessa e con i suoi obiettivi.