Uscirà nei cinema il 29 ottobre ma Hitman: Agent 47 non è certo una sorpresa per gli amanti del cinema action e per gli appassionati di videogiochi.

Hitman è infatti una longeva e acclamata serie di videogame prodotta originariamente dallo studio IO Interactive dall’intricata trama, con protagonista l’eponimo assassino cui viene richiesto di portare a termine numerose missioni (in genere eliminazioni di bersagli scomodi) nel modo più discreto e silenzioso possibile.

Una trasposizione cinematografica – Hitman L’assassino – era già stata portata su grande schermo nel 2007:  diretto da Xavier Gens e interpretato da Timothy Oliphant e Olga Kurylenko, il film però non aveva avuto un grandissimo riscontro di pubblico.

Ora la 20th Century Fox ci riprova lanciando il reboot del franchise e affidandolo alle cure del debuttante Aleksander Bach che ha innestato generose dosi di azione esplosiva e magniloquente.

Hitman: Agent 47 è incentrato su un assassino di alta classe geneticamente modificato sin dalla concezione per essere la perfetta arma letale: la sua identità è rappresentata dalle ultime due cifre del codice a barra che ha tatuato alla base del collo.

L’Agente 47 interpretato da Rupert Friend, già visto in Homeland, è il culmine di decadi di ricerca – e di altre 46 versioni di cloni precedenti – che gli hanno conferito forza, velocità, resistenza e intelligenza incredibili. Il suo ultimo bersaglio è la multinazionale che cerca di svelare il mistero del passato dell’Agente 47 per creare una propria armata di killer i cui poteri sorpasseranno anche i suoi.

Alleandosi con una giovane donna (la modella attrice Hannah Ware) che potrebbe custodire il segreto per sconfiggere i potenti e occulti nemici, l’Agente 47 dovrà affrontare rivelazioni sconvolgenti riguardo le proprie origini e prepararsi a un’epica battaglia contro il più letale dei suoi avversari.

Nella featurette esclusiva facciamo la conoscenza di Katia, la versione numero 90 della celebre serie di cloni assassini, in teoria più feroce dell’Agente 47 ma afflitta da un’amnesia che le impedisce di usare al pieno le proprie facoltà.