L’incrocio definitivo tra i videogame e il cinema, un nuovo modo per coinvolgere gli spettatori più giovani, la settima arte ai tempi della GoPro, una rivoluzione nel campo dell’action movie: Hardcore! è stato definito in tantissimi modi differenti a causa delle interessantissime scelte di messa in scena, e si tratti di espressioni tutte più o meno a fuoco, ma in definitiva ci sentiamo di dire che l’opera del debuttante russo Ilya Naishuller – il quale riprende idee sperimentate in due videoclip – è “solo” un film che porta avanti una propria estetica senza compromessi e sopratutto con sano spirito anarchico-punk.

In uscita il 13 aprile, Hardcore! ci presenta gradualmente la misteriosa premessa alla base della trama (un uomo resuscito dalla moglie diviene un cyborg e deve lottare contro un esercito per liberarla) per poi, dopo un’obbligatoria fase di rodaggio, gettarci sin da subito nel mezzo della mischia con una serie di scene d’azione dalla frenesia e spettacolarità sempre maggiore, inframmezzate da alcune sequenze in cui vengono incastrati come un puzzle i tasselli della storia.

Una struttura che non a caso riprende tutta una sfera di videogame meno interessati agli sviluppi della trama (vengono in mente tanti sparatutto in prima persona) e che in realtà è stata presa in prestito anche da tanto cinema d’azione: il gioco preferito dal regista sembra quello del rialzo verso l’alto e il tutto attraverso gli occhi del protagonista, il muto Henry che si ritrova a dover fronteggiare uomini armati di lanciafiamme, ninja, villain dotati di poteri psichici, carrarmati, mezzi blindati, cloni e quant’altro.

Come ormai noto tutto il film è girato quasi del tutto interamente in soggettiva, ma ciò non significa che ci troviamo di fronte a una serie di piani sequenza. Il montaggio prevede molti stacchi, spesso e volentieri invisibili o quasi, in modo da tenere sempre altissimi il ritmo, con tutta probabilità la caratteristica principale di una pellicola che non dà tregua allo spettatore.

Obiettivo di Naishuller è infatti proprio quello di manipolare costantemente le sensazioni del suo pubblico, come fosse il sadico progettista di un folle ottovolante a base di sangue, esplosioni, violenza insensata e idiozia. Sì, perché Hardcore! oltre a essere un action coi fiocchi è anche un continuo esempio di trovate spassosissime, che spaziano dal grezzo (tutta una sezione ambientata in un club a luci rosse) all’intelligente (il meraviglioso e programmatico finale punk) passando per l’assurdo (l’irruzione di un carrarmato nel bosco) e il nonsense (l’incontro con un cavallo abbandonato nella sperduta campagna russa).

Nel suo non voler mai dare tregua allo spettatore e ai suoi occhi, Naishuller ogni tanto sacrifica la leggibilità delle immagini per privilegiare l’aspetto puramente cinetico-dinamico del suo film: insomma, come su una giostra impazzita capita di non riuscire a intendere perfettamente quello che sta succedendo. Per fortuna la situazione in realtà si propone sporadicamente, ma rimane un pericolo in agguato per tutta la non amplissima durata di Hardcore!, che di sicuro è tra le visioni più faticose, perché veloce e frastornanti, che si possano affrontare al cinema.

Si potrebbero fare le pulci a una storia i cui snodi narrativi sono poco chiari e abbozzati alla buona, a una certa prevedibilità dell’intreccio, all’evidente budget non proprio stellare (ma in fondo adeguato alle premesse), agli effetti speciali che in un paio di occasioni si notano troppo, oppure alla ripetitività di alcune sequenze.

Sarebbero tutti appunti fondati, senz’ombra di dubbio, ma completamente fuori fuoco rispetto al divertimento offerto da una carneficina continua che pompa adrenalina nello spettatore a ritmo costante e con accelerazioni notevoli, anche per merito di un uso martellante e propulsivo della colonna sonora, che viene innescata come un bonus – turbo durante il più caotico dei deathmatch online.

Come il più old school degli sparatutto Hardcore! promette una valanga di nemici, armi sempre più potenti e “livelli” di difficoltà progressiva, Ma la mossa più intelligente e saggia di Naishuller è proprio quella di non ricalcare pedissequamente i cliché di un videogioco, scegliendo invece di appoggiarvisi per restituirne le sensazioni attraverso il mezzo cinema (andrebbe esplorato quanto in realtà i due media si siano influenzati a vicenda anche in passato per arrivare al risultato del film).

L’interattività e la soddisfazione per il superamento di una parte difficile dopo molti sforzi è infatti sostituita da una messa in scena che riproponendo dona anche carne e pesantezza a un universo altrimenti virtuale, con tutto il carico di grottesco che questo comporta. Onesto come pochi, Hardcore! selezionerà il suo pubblico all’ingresso: mantenendo tutto ciò che promette sarà davvero difficile ascoltare lamentale a riguardo per un’esperienza che di sicuro farà scuola come a suo tempo fu per The Blair Witch Project.