Sono sei amici, tutti diversissimi tra loro. Si ride, moltissimo, a seguire le loro gag. Sono tutti impegnati a gestire situazioni un po’ paradossali. Se pensate che Happy Endings sia la solita sit-com un po’ scopiazzata da Friends vi sbagliate di grosso. Volete conoscere cinque buoni motivi per seguire questo show della ABC?

Se non avete mai visto neanche un episodio di Happy Endings e siete fermamente convinti di non averne bisogno, beh, vi sbagliate di grosso. Dopo essere partita un po’ in sordina, questo show dedicato alle gag di sei ragazzi di Chicago alle prese con amori finiti male, la ricerca dell’uomo perfetto, la gestione di un matrimonio e i piccoli, grandi (e a volte un po’ assurdi, ma decisamente comici) problemi di tutti i giorni, ha decisamente attirato l’attenzione del pubblico, soprattutto quello amante dell’umorismo fine, attuale e ricco di citazioni che è il fulcro di questo show scritto da David Caspe.

Se state immaginando un menàge alla Friends, non vi sbagliato di molti, almeno nello scheletro di costruzione dei personaggi: così come anche in How I Met Your Mother o in New Girl, c’è un gruppo di amici, con le proprie vite sempre intersecate, c’è la coppia ON/OFF alla Rachel e Ross, c’è la maniaca e perfezionista del controllo come Monica, il bar dove si incontrano ogni sera. Friends è stato il primo e più completo show dedicato all’amicizia mixata alla più sapiente comicità e dunque i confronti sono obbligatori: non sentitevi in colpa se paragonate la bionda e svampita Alex Kerkovich di Happy Endings al personaggio che fu della Aniston o quello di Brad (Damon Wayans JR – già visto in Tutto in Famiglia e nel pilot di New Girl nei panni di Coach) a Ross. L’unico che non somiglia a nessuno? Il favoloso Max (Adam Pally), il gay più etero della televisione – molto lontano dal Cameron di Modern Family, per intenderci – così spiazzante nel suo cinismo da risultare irresistibile.

Cosa succede in Happy Endings, ormai giunto alla terza stagione? Di tutto e molto velocemente: i tempi comici strettissimi, l’attualità più recente che trasuda da ogni battuta, le gag non sempre originali ma scritte benissimo e la sintonia tra tutti gli attori, le coppie che funzionano (Penny e Max, Alex e Dave, Jane e Brad) fanno di Happy Endings uno show imperdibile.

Con un’unica nube oscura all’orizzonte: il non rinnovo. Pare infatti che i vertici dell’emittente siano in dubbio non solo per lo show di Caspe ma anche per Don’t Trust the Bitch in Apt 23.

Ora, fidatevi di me: guardate la prima stagione, poi la seconda e infine la terza. Alla fine cercherete disperatamente con me una petizione online da firmare per salvare questa comedy!

Ed ecco cinque buoni motivi per seguire Happy Endings:

  1. La coppia Jane e Brad: lei è una dittatrice con le gambe lunghe un chilometro, lui un esperto di finanza. Insieme, come coppia ormai collaudata, sono perfetti. Imperdibili i loro giochi di parole (meglio se in lingua originale)
  2. L’ignoranza di Alex: con un fidanzato storico lasciato sull’altare e poi ripreso, la faccia d’angelo e un pappagallo come migliore amico, Alex (Elisha Cuthbert) è deliziosa: soprattutto quando non capisce ciò che le accade intorno (spesso).
  3. Il cinismo di Max: essendo un gay atipico, Max vi piacerà per il suo essere rozzo, dedito ai piaceri della birra e del football, sempre alla ricerca di un uomo eppure molto lontano dal’essere romantico come ci si aspetta da un omosessuale della tv.
  4. Gli amori sbagliati di Penny (Casey Wilson): l’eterna single del gruppo, quella a cui capitano solo disgrazie sentimentali. Penny è un personaggio divertente, sempre e comunque. Soprattutto quando fa coppia con Max
  5. Le origini apache di Dave: Dave, che durante il primo episodio viene mollato sull’altare dall’eterna fidanzata Alex, si riprende col passare degli episodi fino a diventare irresistibile. Soprattutto quando va in giro a vantarsi della sua discendenza dagli Apache, girando con un’assurda giacca con le frange in giro per Chicago.