In questa stagione ricca di episodi pilota è arrivato anche Hannibal, atteso da molti e già un piccolo cult tra gli appassionati. Scopriamo insieme la trama del primo episodio e tre buoni motivi per seguire questa serie tv!

Hannibal ha preso il via sulla NBC non con gli ascolti che, probabilmente, il suo acclamato creatore Bryan Fuller (Pushing Daisies) si era aspettato. Questo non vuol dire che un prodotto, non particolarmente brillante dal punto di vista dello share, sia per forza un brutto prodotto. Infatti Hannibal parte con il piede giusto e con una buona dose di tensione emotiva.

E così ecco che questa nuova serie tv è partita insieme a tutta la sua carica orrorifica – un assassino cannibale ma dall’identità sconosciuta, un profiler dell’FBI tormentato dalla reale e concreta empatia che prova per gli omicidi che analizza, giovani donne brutalmente uccise e poi mangiate. Insomma, di Hannibal Lecter sappiamo tutto, così come sappiamo tutto del suo fascino e della sua sterminata cultura che lo pone, quasi, nella schiera di persone con cui trascorrere una piacevole serata… possibilmente senza esserne la portata principale.

Il problema, quindi, di questo nuovo show con Hugh Dancy (adorabile, con il suo musetto triste e gli occhi tormentati – adorabile!) e Mads Mikkelsen (inquietante e affascinante quanto basta) è che sappiamo già tutto: sappiamo, in pratica, che l’assassino sofisticato che mangia le sue vittime è il dottor Lecter. Per cui, ogni volta che nel pilot – e nei prossimi episodi, ci scommetto – lo vedremo mangiare, assaporando la sua cena insieme a un bicchiere di vino, sapremo esattamente chi e quale parte del suo corpo sta gustando lentamente.

Quindi gli spettatori sono onniscienti, a differenza di Will Graham (Dancy) e degli altri dell FBI che indagano sugli omicidi di giovani donne brutalmente assassinate, che si ritrovano proprio a collaborare con l’assassino.

In cosa sta la tensione? Ovviamente nel rapporto intellettuale che Graham e Lecter intratterranno nel corso degli episodi di Hannibal – quasi come se il dottore fosse il mentore di Will-  e nel grado di creatività degli omicidi orchestrati dal nostro serial killer.

Forse con The following ho toppato (lasciato perdere dopo tre episodi per un grave caso di noia) ma non con Hannibal: una buona regia, un’ottima, cupa e malinconia fotografia e la convincente recitazione dei protagonisti mi hanno accalappiata.

Ecco tre buoni motivi per seguire Hannibal:

  • Vi piace “tremare”: se adorate gli show ad altissima tensione, questo fa per voi. Will Graham possiede un dono: quello di immedesimarsi in modo totale nell’omicida – o nella vittima di turno – fino a viverne gli ultimi istanti. La carica orrorifica nascosta dietro a questa capacità mi turba più che mille spettri e zombies affamati. E  voi?
  • Hugh Dancy è adorabile: lasciate perdere per un attimo l’espressione da cagnolino bastonato e focalizzatevi sul tormento che occhi e gestualità di questo attore sanno comunicare. Non soffrite per lui (e non vi viene voglia di abbracciarlo?)
  • Hannibal è conturbante: alzate la mano se anche voi, almeno una volta nella vita, non avete provato empatia nei confronti del serial killer intellettuale! Mikkelsen è sexy anche quando si pulisce la bocca con il tovagliolo (vedi locandina), figuriamoci mentre sonda l’animo umano.