The Handmaid’s tale, la serie tv targata MGM Television ispirata all’omonimo romanzo di Margaret Atwood (in italiano Il racconto dell’ancella) arriva in anteprima esclusiva per l’Italia su TIMVISION da martedì 26 settembre. La serie tv narra che in un futuro non troppo lontano, gli Stati Uniti d’America sono caduti in favore della società di Gilead. Questo regime, in un mondo devastato da guerre, terrorismo e inquinamento, è guidato da estremisti religiosi che, dopo aver imposto la legge marziale e sospeso la Costituzione in seguito ad un attentato, hanno creato uno Stato totalitario, militarizzato e misogino in cui le donne vengono considerate degli oggetti di proprietà dello Stato e private di qualsiasi diritto. Studenti universitari, omosessuali (definiti come “traditori di genere”), ribelli e chiunque non segua la linea governativa, viene ucciso pubblicamente o mandato nelle “colonie” a lavorare i rifiuti tossici per poi morire avvelenato. La popolazione femminile è divisa in diverse categorie, accomunate dall’impossibilità di avere qualsiasi libertà di base: lavorare, leggere, uscire di casa, parlare o possedere denaro. Una parola sbagliata può portare alla morte dato che le condanne sono giustificate come volere di Dio. Le “ancelle”, uniche fertili fra tutte le categorie riconosciute, sono considerate utili solo per la procreazione. Vivono nella residenza del Comandante, costrette in una schiavitù sessuale giustificata dalla volontà di ripopolare un mondo ormai distrutto da catastrofi ed eventi naturali devastanti, dove solo un neonato su cinque nasce sano e in forze.

La serie tv è incentrata sulla figura dell’ancella Difred, (Di-Fred, proprietà di Fred, il suo Comandante). La protagonista ricorda perfettamente com’era la vita prima di questo regime dittatoriale, viene raccontata anche allo spettatore attraverso ricorrenti flashback che mostrano come voglia sopravvivere, ma anche ritrovare la figlia che le è stata letteralmente strappata dalle mani: “il mio nome è Difred. Prima avevo un altro nome che adesso è proibito. Tantissime cose sono proibite ormai”

Il primo episodio della serie tv è stato il più visto nella storia della piattaforma di video streaming Hulu: un risultato che è valso il rinnovo per una seconda stagione di 13 episodi, che arriverà sempre in anteprima esclusiva su TIMVISION nel 2018.

The Handmaid’s tale: 10 Cose da sapere sulla serie

  1. The Handmaid’s tale ha trionfato ai 69° Primetime Emmy Awards aggiudicandosi tra gli altri il titolo nelle categorie “Miglior serie drammatica” e “Miglior attrice protagonista” per l’interpretazione di Elisabeth Moss. Sono 8 in totale gli Emmy conquistati dalla serie tv.
  2. Il romanzo rappresenta una fonte di ispirazione; in breve tempo, già dalla sua pubblicazione nel 1985, è stato elevato a simbolo e baluardo del femminismo.
  3. Durante una seduta del Parlamento dell’Ohio, lo scorso 13 giugno 2017 si stava discutendo una proposta di legge atta a proibire l’interruzione di gravidanza entro il secondo trimestre di gestazione: la pratica abortiva praticata più spesso nello Stato. Un gruppo di donne, chiamate a partecipare al dibattito, ha espresso il proprio dissenso in maniera del tutto inusuale, indossando gli abiti propri delle ancelle di The Handmaid’s Tale: cappotto rosso e copricapo bianco che limita lo sguardo. Non si tratta di un caso isolato: i mantelli rossi erano già stati protagonisti nel Missouri e in Texas.
  4. La pubblicazione del romanzo di Margaret Atwood aveva già destato numerose polemiche per la durezza delle tematiche trattate, al punto che alcune high school americane decisero di vietarne la disponibilità. La Atwood rispose ad ogni critica affermando che tutti gli episodi raccontati, dallo stupro all’infibulazione, passando per la schiavitù sessuale, sono fondati su pratiche realmente adottate contro le donne nei diversi periodi storici.
  5. Le ancelle vengono considerate degli oggetti di proprietà dello Stato, definite come “animali da riproduzione”, “ovaie con le gambe” con il solo scopo di procreare. Il concepimento tra l’ancella e il Comandante avviene alla presenza della moglie di quest’ultimo, peraltro incaricata di bloccare le mani dell’ancella durante l’atto. Una volta avvenuto il parto, il neonato viene immediatamente strappato dalle mani dell’ancella per darlo alla moglie del Comandante.
  6. Gilead è un luogo menzionato ripetutamente nella Bibbia, la prima volta viene ripreso a Genesi 31:23. Come si diceva questa nuova “società” ha imposto un nuovo Stato militarizzato, dittatoriale, che non lascia spazio a nessuna diversità. Studenti universitari, ribelli, omosessuali, chiunque non segua la linea governativa viene ucciso pubblicamente. Ciò è possibile perché tutte le condanne vengono giustificate come volere di Dio: l’impiccagione è definita come “comune misericordia dello Stato”, l’infibulazione come “redenzione”, etc.
  7. La società di Gilead definisce gli omosessuali come “traditori di genere” e per questo, sempre appellandosi al volere di Dio, sono previste delle condanne atroci. Le tematiche LGBT vengono sviluppate nel corso degli episodi, anche attraverso l’utilizzo di flashback che mostreranno la vita delle ancelle prima e dopo la società di Gilead.
  8. Emma Watson (Harry Potter, La bella e la bestia) ha recentemente “nascosto” un centinaio di copie di The Handmaid’s tale nei luoghi simbolo di Parigi.
  9. La scritta “Nolite te bastardes carborundoum” che Difred trova incisa nell’armadio della sua camera è uno scherzo che gli studenti di latino erano soliti farsi tra di loro, non ha una vera e propria traduzione. La Atwood ha affermato di averlo sentito per la prima volta durante la sua infanzia durante una lezione; contiene solo alcune parole in latino. Moltissime persone hanno tratto ispirazione dal romanzo e hanno elevato l’espressione come un motto, un baluardo del femminismo arrivando a tutuarsi (come per altri passaggi del libro peraltro) le parole sulla pelle.
  10. Margaret Atwood, l’autrice del libro, compare in un cameo nel corso del primo episodio. Interpreta una Zia ripresa nell’atto di schiaffeggiare Difred, colpevole di non essersi unita al coro delle colleghe durante una “lezione”