Gwyneth Paltrow torna a testimoniare contro lo stalker che la perseguita da anni durante un nuovo processo tenutosi in un’aula di tribunale a Los Angeles: in lacrime, l’attrice ha letto alcuni degli innumerevoli messaggi indirizzati alla stessa da parte del suo persecutore, un 67enne di nome Dante Michael Siou.

Non è la prima volta che Siou è stato accusato di stalking, poiché nel 2001 è stato processato per lo stesso motivo ma dichiarato “non colpevole” perché definito malato di mente. Questa volta l’attrice ha voluto leggere alcuni dei messaggi di pura follia inviatigli dallo lo stalker e in cui è arrivato a minacciarla di morte: “ho l’obiettivo di sposare Gwyneth Paltrow”, “sei persa, senza speranza” e ancora “ora devi morire. Tu, così che Cristo possa avere la preminenza”.

Nel corso del nuovo processo l’uomo dovrà rispondere per diversi capi d’accusa, dovendo rispondere per le lettere, i messaggi e oggetti non richiesti che lo stesso ha inviato all’attrice: se bene l’avvocato difensore dell’imputato lo abbia definito “innocuo” lo stesso, che si è definito nuovamente innocente, tra il 2009 e il 2014 avrebbe continuato a mandare a Gwyneth Paltrow una serie di regali, tra cui abiti e libri di cucina.

Durante la testimonianza dell’attrice – che a quanto pare sarebbe durata per oltre tre ore – la stessa ha letto alcuni dei messaggi più scabrosi inviatigli da Siou, fino alle lacrime quando le è stato chiesto se temesse per la sicurezza e l’incolumità dei figli, Apple e Moses (avuti dall’ex marito Chris Martin, frontman dei Coldplay).

Gwyneth ha rivelato, infatti, che la sua preoccupazione ha iniziato a crescere dal momento in cui la prima lettera è giunta a casa sua: la stessa che dura da ben 17 anni, come rivelato dalla stessa, e il timore arriva dal fatto che “la natura delle sue comunicazione è fuori da ogni logica”.