L’ex comico genovese, poi divenuto fondatore ed esponente di punta del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, dopo aver riportato più volte sul suo portale notizie inerenti ad Equitalia – la società che opera per la Agenzia delle Entrate svolgendo le pratiche di riscossione delle tasse – in seguito al pacco bomba (mandato al direttore generale) ed alle azioni dimostrative presso diverse sedi dell’Ente su tutto il territorio italiano, ha moderato i toni della polemica, concludendo che «Se Equitalia è diventata un bersaglio, bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze».

Ma nonostante la chiosa misurata, e le distanze prese dal comico verso gli attentati, i seguaci del suo sito non hanno placato gli animi, ribattendo allo stesso Grillo che Equitalia «opera al di fuori della legalità».

Si sono quindi avvicendati numerosi commenti riguardanti sia circostanze individuali – i cittadini che hanno postato l’esperienza ne erano anche i protagonisti – che denunce di sorta sul modus operandi di Equitalia.

Il comico e blogger, ha invocato l’attuale presidente del consiglio dei ministri Mario Monti, a riconsiderare l’operato delle sei società che, sotto Equitalia, operano alla riscossione dei tributi sul territorio nazionale, perché le modalità adottate mancano di umanità e buonesenso, visto che l’avviso e sollecito di riscossione del debito recapitato dall’Ente al cittadino lascia intendere che se questo «non paga l’ingiunzione ‘entro e non oltre’ non sa più cosa può succedergli».