È stato presentato durante il Festival Cinemambiente di Torino il documentario How to Change the World firmato da Jerry Rothwell, un film che racconta la nascita di Greenpeace e la sua trasformazione nella più famosa organizzazione non governativa ambientalista di tutto il mondo.

La pellicola, che era già stata proposta al grande pubblico durante lo scorso Sundance Film Festival, dove aveva vinto il World Doc Special Jury Award, è stata realizzata grazie all’ausilio dell’archivio dell’organizzazione contenente migliaia di filmati in 8 e 16 millimetri.

Il film si concentra in modo particolare sulla figura del leader Bob Hunter, ma ripercorre tutta la storia di Greenpeace a partire dalla nascita in quel di Vancouver. Nata grazie all’interessamento di un gruppo molto eclettico di attivisti (che comprendeva scienziati, hippy e giornalisti), Greenpeace ha preso il via negli anni ’70 con l’opposizione determinata ai test atomici degli Stati Uniti su un’isola dell’Alaska.

Nonostante i dissidi interni il gruppo, imbarcatosi su una vecchia nave, riuscì a riprendere quanto accaduto, pur senza impedire il lancio della bomba: ne sarebbe nato il format preferito di Greenpeace, quella della documentazione video-fotografica degli atti di distruzione dell’ambiente e i contestuali tentativi di sabotaggio.

Dopo quella prima azione il gruppo ancora senza nome venne convinto dallo scienziato marino Paul Spong a intraprendere una nuova campagna che denunciasse la terribile pratica della caccia alle balene. Le immagini recuperate dagli attivisti al largo della costa della California avrebbero dato il via all’intero movimento “Save the Whales”.

Hunter, che decise di abbandonare il giornalismo per essere un attivista a tempo pieno, divenne il leader del gruppo grazie alla sue doti di eloquenza, capacità di mediazione e lungimiranza. How to Change the World però non si tira indietro e una volta superato il triste momento della morte per cancro di Hunter, avvenuta nel 2005, documenta anche tutti i contrasti e gli sconvolgimenti che hanno in parte modificato lo spirito originario del movimento, in particolar modo concentrandosi sul duello che avrebbe visto protagonisti i due fedelissimi di Hunter, Paul Watson e Patrick Moore.

Nonostante ciò il mito di Greenpeace rimane ancora solido e influente, confermandosi come la più grande istituzione ambientalista su base volontaria del mondo.