I Green Day hanno sfornato il loro attesissimo nuovo album, Revolution Radio, il dodicesimo della loro carriera, a ben quattro anni di distanza dalla poco apprezzata trilogia ¡Uno!, ¡Dos! e ¡Tré!, che probabilmente ha fatto sì che il gruppo dovesse riflettere sulla direzione musicale da intraprendere.

Singolare coincidenza, dopo i fasti di American Idiot anche questo nuovo lavoro esce durante le elezioni americane, e anche in questo caso si sprecano i riferimenti ai candidati invisi al terzetto punk (una volta era George W. Bush, ora ovviamente il bersaglio è Donald Trump).

Descritto come un lavoro più maturo e potente rispetto al passato, l’album contiene 12 canzoni che riflettono sui tempi odierni, e la complessità della realtà in cui sentono di vivere Billie Joe Armstrong (che ha superato i suoi problemi di dipendenza dall’alcol e dalle droghe), Mike Dirnt e Tré Cool.

Revolution Radio è un perfetto esempio di punk melodico sulla scia di Ramones, Who e Clash, che alterna momenti più arrembanti a ballad intimistiche, il tutto con un equilibrio derivante dai 30 anni di esperienza alle spalle (il gruppo si è formato infatti nel 1986).

E in un’intervista rilasciata di recente Armstrong, rispondendo a una domanda riguardante proprio i prossimi trent’anni, ha dichiarato di vedersi ancora su un palco: “Penso di sì, dovresti davvero fare ciò che ami finché ti è possibile”.

I fan italiani dei Green Day che non si accontentano di ascoltare il loro gruppo su disco l’anno prossimo avranno l’occasione di poter vedere i loro eroi musicali dal vivo: la band sarà infatti a gennaio nel nostro Paese per una tranche del loro tour. Il 1o li troveremo a Torino, l’11 a Firenze, il 13 a Bologna e il 14 a Milano.