Adriano Celentano scrive al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e invoca la grazia per l’ex paparazzo Fabrizio Corona. Il molleggiato si è deciso a scrivere una lettera aperta al Capo di Stato in seguito al proscioglimento di Corona dall’accusa di omessa dichiarazione dei redditi (nel giugno scorso era caduta anche l’accusa per evasione fiscale, leggi qui i dettagli). Non si tratta del primo personaggio pubblico che interviene a favore della concessione della grazia al fotografo dei vip: anche il giornalista Marco Travaglio aveva lanciato un appello in suo favore (potete leggerlo qui).

Celentano ha scelto di lanciare la richiesta dalle pagine del suo blog ufficiale (qui il post originale), facendo partire l’appello dalla descrizione del suo sentimento nei confronti dell’uomo Fabrizio Corona: “Io non l’ho mai conosciuto, ma ho seguito le sue vicissitudini attraverso i giornali e la televisione. E ogni volta, quando lo vedevo e lo sentivo parlare, avvertivo come un qualcosa che spaccava in parti uguali due sentimenti fra di loro contrastanti: da un lato mi irritava la sua spavalderia nell’ ostentare tanta sicurezza, dall’altro avvertivo un senso di profonda tenerezza come chi, bisognoso di affetto, improvvisamente si rendesse conto di quanto grande fosse il sacrificio che lo attendeva per aver rincorso una ribalta attraverso il gioco di una carta sbagliata: di uomo forte, rude, che deve piacere alle donne e che non piange mai, neanche quando il giudice lo condanna, perché fotografi e giornalisti sono lì pronti a immortalare la lacrima che invece lo salverebbe da una pena così eccessiva“.

Illustra poi quali sono le ragioni che secondo lui dovrebbero portare alla grazia: “Capisco che il giudice applichi la legge ma ciò che non capisco è perché la applica quando vuole lui. Lei signor Presidente, lo sa meglio di me: i criminali veri sono tanti, e non si contano quelli che in galera passano molti meno giorni di quanti ne ha già passati l’esuberante Fotografo. Certo, lui ha sbagliato come ognuno di noi, chi più e chi meno sbaglia, probabilmente anche a Lei sarà capitato. Quando si è giovani è facile farsi prendere dalla voglia di arrivismo, anch’io ne sono stato più volte sfiorato, e quando accade si sbaglia SEMPRE. E forse è proprio perché anch’ io devo aver sbagliato che Le chiedo, solo per pochi attimi, di calarsi nella sofferenza di chi sta pagando anche con la salute un prezzo spropositato rispetto agli errori commessi. E che, se proprio vogliamo addentrarci in quella che secondo i giudici sarebbe la parte più scabrosa da cui nasce la furia di tale condanna, a ben guardare Corona non ha fatto né più né meno ciò che fanno tutti quelli che chiamano “Paparazzi“.

Vediamo se Giorgio Napolitano deciderà di esprimersi a tal proposito.

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