La fiction Grand Hotel, in onda su Rai Uno dal 1 Settembre per sei settimane, offre la possibilità conoscere meglio una delle attrici protagoniste della serie in costume: Emanuela Grimalda. La miniserie, diretta da Luca Ribuoli, è ambientata nei primi del ’900 in un lussuoso albergo dell’Impero Austro-Ungarico, l’Hotel Gran Paradiso appunto.

Emanuela Grimalda è la governante dell’hotel ma è, soprattutto, una persona da scoprire. Riusciamo a parlare con lei del suo lavoro di attrice e del ruolo da lei interpretato in questa nuova avventura televisiva che la vede protagonista. Si descrive durante l’intervista telefonica, come una persona alla costante ricerca di dare gioia, un po’ ingenua e un po’ idealista (con la testa tra le nuvole a volte). Dimentica di aggiungere, però, un aggettivo che crediamo la contraddistingua: autentica.

Ci racconti il ruolo che interpreti nella fiction Grand Hotel?

“Grand Hotel, adattamento di un format spagnolo, è una grande storia d’amore ambientata agli inizi del ‘900. Interpreto il ruolo di Rosa, la governante dell’albergo di proprietà della famiglia Alibrandi. Sono capo del personale femminile, e sono una donna molto dura e severa, burbera, ma legatissima a mio figlio Angelo (interpretato da Flavio Furno). Mi struggo per lui che è il mio punto debole. Il mio personaggio è caratterizzato da una rigidità che viene espressa dai miei abiti d’epoca e dai capelli. Recitare in costume aiuta a entrare in un mondo passato. È un personaggio che mi ha divertito interpretare. Mi ha divertito la durezza e i momenti di ironia che si alternavano a momenti di profonda drammaticità”.

Come ti sei trovata a lavorare con Luca Ribuoli?

“Non avevo mai lavorato prima con lui. È un regista giovane, aperto ai consigli. È stato divertente lavorare con lui. Sul set c’era un bel clima. Abbiamo girato le scene degli interni a Roma, presso gli Studios di Via Tiburtina e gli esterni in Trentino”.

Sei un’attrice di teatro, di cinema e di televisione: cosa ti piace di più?

“Per me esiste l’attore. Punto. L’attore è semplicemente uno che si adatta a tutto. Ho iniziato con il teatro, sono diplomata alla scuola di teatro di Bologna, città in cui mi sono trasferita per frequentare il Dams. Ho fatto tanto cabaret, ho una lunga carriera teatrale alle spalle e sono arrivata a Roma a 31 anni. Qui ho iniziato qui a fare cinema e televisione, nonostante mi considerassero vecchia per iniziare tutto ciò”.

Raccontaci qualcosa di te.

“Sono originaria di Trieste, città che amo e in cui non torno spesso a causa dei tanti impegni. Sono stata una adolescente inquieta. Inizialmente volevo dipingere. Amavo scrivere, volevo fare l’artista. Andavo bene a scuola ricordo. A 17 anni ho fatto un corso di recitazione e di dizione. Mi sono trasferita a Bologna per frequentare il Dams. Poi ho incontrato un autore di testi e ho iniziato a recitare un po’ ovunque: nelle cantine, in locali, in pizzerie, in piccoli teatri. E poi ho fatto cabaret. Nell’89 mi sono iscritta alla Zanzara d’oro (concorso per comici esordienti), edizione che vinse quell’anno Gene Gnocchi. Arrivai in finale e causa l’emozione feci un grande fiasco. Mi fischiarono. Decisi così che non potevo più giocare. Che dovevo fare le cose con più impegno. E così è stato. Da quel giorno sino a oggi”.

Prossimi impegni?

“Reciterò in Assolo”, film scritto, diretto e interpretato da Laura Morante e che sarà distribuito dalla Warner Bros. Ho un bel ruolo, è una commedia. Nel cast ci sono anche Francesco Pannofino, Eugenia Costantini, Lambert Wilson, Donatella Finocchiaro, Barbora Bobulova e Carolina Crescentini”.

C’è qualcosa che ti piacerebbe fare?

“Il mio sogno è fare un film muto. A teatro, che considero come la mia casa, arriva il corpo. Il cinema legge dentro, laddove l’attore non sa. Il cinema svela e rivela cose che non sai. Svela al grande pubblico l’espressività del tuo viso”.

Ascendente scorpione, Emanuela racconta di essere anche un pò fatalista e che quei tanti no detti lungo il suo lungo cammino d’attrice l’hanno resa la persona che ora è. Autentica, come anticipato a inizio intervista.