La serie tv statunitense “Good Christian Belles” erede della seguitissima “Desperate Housewives”, il cui passaggio sul piccolo schermo è previsto negli Stati Uniti d’America per il mese di marzo e a maggio in Italia, ha già scatenato le polemiche di femministe e cattolici.Il motivo della animosa discussione che la serie televisiva è già riuscita a suscitare, sarebbe insito nell’originario titolo “Good Christian Bitches” tratto dall’omonimo libro scritto da Kim Gatlin.

E, se è vero che già l’allusione al religioso non è certamente vista bene dall’opinione pubblica, la parola bitches ne ha costituito l’aggravante.

Il termine bitches, infatti, può essere tradotto sia come “stronze” che come “puttane” e, da ciò che si può apprendere facilmente dalle anticipazioni e dal libro, la traduzione “stronze” dovrebbe essere la più appropriata tra le due, visto che le 5 interpreti, come nella precedente “Desperate Housewives”, non fanno altro che farsi ripetuti sgambetti tra di loro.

Nel primo demo promozionale, poi, compariva una avvenente bionda con un serpente che si attorcigliava alla caviglia e questo è bastato per far tremare la produzione della serie che ha dovuto ritoccare sia il titolo che l’immagine pubblicitaria.

Qualcuno ha definito “Good christian belles” come

la versione texana di “Desperate Housewives”.