Il mese scorso la serie tv “Gomorra” era già finita sulle pagine di cronaca dopo che il settimanale Panorama aveva rivelato l’esistenza di indagini in merito a possibili estorsioni o favoreggiamenti. La questione avrebbe riguardato la dazione di denaro (le cosiddette mazzette) da parte di alcuni rappresentanti della casa di produzione Cattleya in favore del boss Francesco Gallo, per affittare la sua villa e farne il set per girare alcune scene.

Gallo, infatti, non avrebbe preteso solo l’affitto della villa ma anche ulteriori pagamenti in nero. Sulla faccenda era intervenuta anche la Cattleya, dichiarando che la notizia del settimanale Panorama era vecchia e priva di qualsiasi fondamento e rilasciando la seguente precisazione: “Il proprietario di uno dei numerosissimi ambienti affittati per la produzione è stato arrestato prima dell’inizio delle riprese. Ci siamo rivolti alla magistratura che ci ha autorizzato a effettuare le lavorazioni e che ha chiesto che il pagamento fosse effettuato su un conto dedicato. Non c’è stato alcun tentativo estorsivo, che peraltro ovviamente non sarebbe stato subito“.

Oggi, però, i carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno arrestato tre componenti del clan Gallo-Pisielli, tutti accusati di estorsione aggravata dal metodo di intimidazione camorristico. Il procuratore aggiunto della Repubblica, Filippo Beatrice, ha scritto in una nota che: “Gli addetti alla produzione evitavano poi di versare le somme restanti ai Gallo solo a seguito di trattative che intraprendevano direttamente con costoro, senza che venisse informata l’autorità giudiziaria“.