Nel film di Gomorra di Matteo Garrone, uscito nelle sale cinematografiche nel 2008, aveva interpretato il ruolo di un boss del clan dei Casalesi con la passione per le belle donne.

Ma quella che si trova a vivere Bernardino Terraciano è una realtà molto meno rosea: ieri l’uomo è stato infatti condannato alla pena dell’argostolo per aver partecipato al duplice omicidio di Luigi e Giuseppe Caiazzo.

Padre e figlio, i due vennero uccisi nel 1992 a Villa Literno nel corso di una faida che vedeva schierati da una parte i membri del clan dei Casalesi e dall’altra i fedeli al boss Raffaele Cutolo.

Il 60enne Terraciano è stato condannato insieme al fratello Giuseppe, a Francesco Bidognetti, capoclan, e al boss Raffaele Cantone. Nel corso del processo sono poi state comminate pene minori per cinque collaboratori di giustizia, da un minimo di 12 a un massimo di 16 anni.

Per Terraciano quello in Gomorra non era stato il primo ruolo cinematografico, in quanto in precedenza aveva già partecipato a un altro film, proprio di Matteo Garrone. Si tratta de L’imbalsamatore e anche in quel caso aveva vestito i panni di un boss della camorra. L’uomo era stato arrestato alcuni anni fa nel corso di un’indagine su un giro di estorsioni.

Come è noto, durante la produzione del film Gomorra vennero impiegati molti attori non professionisti, spesso e volentieri facenti parte del sottobosco criminale della zona in cui avvenivano le riprese. Le cronache hanno infatti riportato più volte la notizia dell’arresto e della condanna di vari attori che gli spettatori hanno visto su grande schermo.

Ma a fare scuola è stata anche la serie tv di Gomorra (di cui è in corso la seconda stagione): solo due giorni fa è stato annunciato che è stata sequestrata la villa di Nicola Schiavone, il figlio del boss Francesco, noto come Sandokan. Il salotto, come osservato dagli investigatori, sembrava uguale in tutto e per tutto a quello appartenente al protagonista don Pietro Savastano.