Certi vizi sono duri a morire. Il denaro per alcuni, l’oro per altri. Poi c’è Matthew McConaughey che in Gold – La grande truffa se li mette entrambi sotto al braccio consegnandoci un’altra caratterizzazione memorabile. Il plot nasce da un vecchio articolo sulla Bre-X, società mineraria canadese in difficoltà che negli anni novanta, affidatasi a un geologo compiacente, annunciò in pompa magna la scoperta di un grande giacimento d’oro in Indonesia. La società venne ricapitalizzata per mano dei brokers si Wall Street con miliardi in azioni, ma la bolla scoppiò in un grosso scandalo finanziario.

Nel film diretto da Stephen Gahan, il nostro premio Oscar veste i panni di un personaggio di fantasia ma ispirato proprio a quei fatti reali, Kenny Wells, uno di quelli che nelle storie di gangster alla Scorsese farebbero una brutta fine, ma che restano indelebili per la loro gigioneria. Ovviamente la storia non è violenta, ma McConaughey si trasforma per l’occasione in un omaccione in sovrappeso che sfoggia pancia, chierica e idee da sogno per tirare avanti la compagnia mineraria di famiglia. In Indonesia farà combutta con Edgar Ramirez, attore quadrato nella parte del geologo fascinoso e compagno di trivellazioni e analisi minerarie del protagonista. Amicizia, successo, fallimento, fiducia incrollabile nella ricerca e coraggio da tigre confluiscono abbondanti in questo nuovo lavoro incentrato sulla febbre dell’oro.

E poi c’è l’amore, con una moglie fedele che fatica a stare al passo col marito. Partner d’eccezione è Bryce Dallas Howard. Paffuta sul set come il marito cercatore d’oro e di pace familiare, rimane splendida, componendo insieme agli altri attori l’anello forte di Gold. Senza questo cast si tratterebbe solo di un buon film di cassetta. Si gioca tutto dietro le spalle della crisi incombente e il mood passa spesso dall’avventura al dramma familiare, con le sempre azzeccate venature d’umorismo create da McConaughey, per questo titolo anche tra i produttori. Sono due ore di avventure, viaggi difficoltosi, capovolgimenti di fronte e climax annunciato già nel titolo. Abbiamo a che fare anche con un po’ di storia indonesiana, visto la tirata in ballo del figlio viziato di Shuarto, dittatore di quegli anni, e soprattutto con tante location legate a Wall Street. Il celebre Four Seasons Restaurant, nel grattacielo più rappresentativo della finanza newyorkese Seagram Building, l’hotel Waldorf Astoria. Ma anche le campagne di Birchwood, sulla North Shore di Long Island e tante località tra Thailandia e Borneo per le scene in miniera. Il film in Italia esce con Eagle Pictures il 4 maggio. Ma l’ultima chicca riguarda la musica: la canzone leitmotiv è Gold, pezzo originale scritto per il film e cantato da un Iggy Pop ispirato alla Johnny Cash.