Dal 25 giugno nelle sale cinematografiche italiane è possibile assistere alla proiezione di Going Clear: Scientology e la prigione della fede, il documentario che svela misteri e retroscena di quella che è conosciuta – non proprio esattamente – come “la religione dei divi di Hollywood”.

Alla regia del film troviamo Alex Gibney, al momento attuale uno degli esponenti più celebri del genere, avendo all’attivo titoli come Mea Maxima Culpa: Silenzio nella casa di Dio (sullo scandalo della pedofilia celato dalla chiesa cattolica) e Taxi To the Dark Side, premio Oscar 2008 (sui misfatti della politica americana post 11 settembre, e in particolare sul campo di Guantanamo).

In Going Clear il cineasta statunitense si immerge in uno degli ambiti meglio protetti al mondo, quello della religione-setta di Scientology, attraverso la testimonianza di Paul Haggis, regista autore di film come Crash – Contatto fisico e Nella valle di Elah, il quale nel 2009 abbandonava clamorosamente il gruppo. Dall’intervista del regista e il libro susseguente del giornalista Lawrence Wright Gibney ha tratto ispirazione per mettere in scena il suo film inchiesta, prodotto dalla HBO e presentato in anteprima al Sundance del 2015.

Nata nel 1954 in America a opera dello scrittore di fantascienza L. Ron Hubbard, la chiesa di Scientology occupa una posizione di rilievo nell’ambito delle confessioni americane poi diffusesi in tutto il mondo. Non tanto per il numero di fedeli-iscritti, che la chiesa attesta a circa un milione (mentre altre stime oscillano tra i 40 e 500mila), ma per la discreta messe di personaggi famosi che è riuscita a raccogliere negli anni.

A seguire il percorso di auto-aiuto, inizialmente denominato Dianetics da Hubbard, vi sono star come Tom Cruise, John Travolta, Kirstie Alley, Lisa Marie Presley, Jason Lee, Chick Corea, Isaac Hayes e molti altri. Lo stesso Cruise vide disintegrarsi il suo matrimonio con Katie Holmes a causa delle ingerenze della setta negli affari privati della coppia.

Scientology è ampiamente criticata per il supposto “lavaggio del cervello” operato sugli adepti, ai quali si richiedono generose donazioni (alcune voci le definiscono “coatte”), ma anche per un mitologia molto simile a un film di fantascienza. Non a caso il flop clamoroso Battlefield Earth, prodotto da Travolta, era proprio tratto da un romanzo di Hubbard.

Going Clear , nonostante non sia il primo documentario su Scientology, rappresenta un’opera di particolare interesse in quanto Gibney utilizza materiale mai pubblicato prima, come per esempio video di cerimonie interne, interviste a possibili adepti e testimonianze di coloro che hanno deciso di lasciare il gruppo.