Pino Daniele continua a non riposare in pace. Dopo i primi risultati degli esami autoptici, il PM attualmente sta indagando per omicidio colposo contro ignoti: secondo lui il cantante si sarebbe potuto salvare se quella notte fosse stato portato all’Ospedale di Grosseto e non a Roma. Ad oggi tale dichiarazione è ritenuta infondata da uno dei medici legali della Procura, ma non ne vuole sapere l’ex moglie del cantante, Fabiola Sciabbarrasi, che ha criticato l’operato di Amanda Bonini, la compagna di Pino presente quella notte.

La Bonini, dal canto suo, ha voluto rispondere subito alle insinuazioni del PM, dando la sua ricostruzione degli eventi, essendo testimone oculare dei fatti:

“In casa Pino aveva avuto credo un calo di pressione e gli avevamo sollevato le gambe. Poi si era ripreso”.

Quando si è sentito nuovamente male si è deciso di chiamare un’ambulanza, che però il cantante non ha voluto aspettare:

“Non voleva farsi mettere le mani addosso da nessuno che non fosse il suo cardiologo di fiducia. Non aveva i sintomi dell’infarto e voleva essere portato a Roma [...] Non lo abbiamo contraddetto per non farlo agitare di più. Pino era determinato e autoritario. Nessuno avrebbe potuto fargli cambiare idea”.

Poi la corsa disperata verso Roma, fino all’inaspettato crollo della situazione proprio a pochi minuti dall’arrivo in ospedale:

“In auto diceva di sentire un formicolio alle gambe e pensava che fosse un ictus. Quando il navigatore indicava che mancavano sei minuti all’Ospedale S. Eugenio, ha smesso di parlare. Credevo fosse svenuto”.

Adesso Amanda Bonini è distrutta, ma la rende serena la consapevolezza di aver rispettato il volere del compagno fino alla fine, a discapito delle accuse che le stanno piovendo addosso:

“Sono serena perché ho rispettato la sua volontà. Ora mi sento come Cristo in croce. E’ stata una tragica fatalità [...] Ho letto che un avvocato della moglie ha detto che sarebbe stato caricato in auto. Questa circostanza è inverosimile perché per me che peso 60 chili sarebbe stato impossibile sollevare un uomo di 130 chili [...] Quando mi sveglio la vita è un incubo e a volte penso che non vorrei svegliarmi più”.

Foto: Infophoto