Uno dei film più apprezzati nel recente week end è indubbiamente Gli Equilibristi. Si tratta di un viaggio nella povertà, intrapreso da un protagonista che arriva dall’universo medio-borghese, orchestrato dal regista Ivano Di Matteo.Lui è in impiegato del comune che vive con 1.200 euro al mese. Un giorno decide di tradire sua moglie sfaldando la famiglia e ritrovandosi a mantenere sé stesso, la sua consorte e i suoi due figli con una cifra che, soprattutto di questi tempi, è misera per un nucleo scisso in due parti.

Così, il Nostro si trova a fare di mese in mese i conti con spese sempre meno sostenibili. Il suo orgoglio gli suggerisce di essere corretto con la moglie successivamente al tradimento. Ma pagare le spese di lei e dei due bambini vuol dire fare una vita sempre più minata dalle difficoltà di ogni giorno. Finché arriva il fatidico giorno in cui lui, come capita a molti altri nel reale, non ce la fa più.

Lui, per la cronaca, è Valerio Mastandrea. L’attore romano mette come sempre il suo talento e il suo volto “triste” e “ironico” al servizio di un film che fa del mancato equilibrio il fulcro di nuovi equilibri precari.

La storia procede con toni leggeri, con i personaggi che scelgono di sdrammatizzare fino a che tutto diventa sempre più tragico. L’umanità si perde, come si perdono i valori del matrimonio in virtù di scelte che mozzano le gambe ad un rapporto consolidato. Gli Equilibristi offre uno spaccato dell’Italia di oggi: per uno strano gioco di parole, parla proprio delle famiglie spaccate a metà, probabilmente dalla vita stessa, sicuramente per il voler sentirsi vivi in un macro-cosmo fatto di affitti alti e bollette salate, all’interno del quale non sempre l’amore sopravvive.