È un album intenso, viscerale e fuori dagli schemi Folfiri e Folfox degli Afterhours (in uscita il 10 giugno per Universal Music). Arriva a quattro anni di distanza di Padania, dopo un periodo personale non facile per il leader Manuel Agnelli, che ha perso il padre dopo una lunga malattia. Un argomento privato e delicato, di cui lui però parla senza grandi filtri: “Mi sono ritrovato come un bambino abbandonato, obbligato a diventare adulto una volta per tutte. Un percorso che avevo iniziato anni fa, una volta diventato a mia volta padre: da quel momento ho dovuto uscire dal mio stato di post-adolescente” – racconta Manuel a Milano, in occasione della presentazione dell’album – “Non ci ho messo quattro anni per scrivere queste nuove canzoni, ma per maturarle. La musica dà la possibilità di sublimare quello che succede, è un’autoanalisi, una catarsi che serve per espellere le tossine e cercare di ricominciare da zero”.

Il titolo richiama chiaramente le cure chemioterapiche, ma la band tende a precisare: “Non è un album che parla solo di morte e malattia, ma anche di reazione, di passaggi di energia”. Un’energia che si sente anche nel sound, che spinge l’acceleratore sulla sperimentazione: “Il cambio di line up ha decisamente influenzato l’album. Rispetto a Padania ci siamo spinti più in là, cercando di stravolgere gli stilemi della forma canzone, sia in termini di suono che di scrittura. Da quest’ultimo punto di vista abbiamo deciso di tornare ad una comunicazione più scoperta e siamo sicuri che questo funzionerà molto dal vivo”.

Il tour degli Afterhours partirà l’8 luglio da Genova (nel corso del Goa Boa Festival) e vedrà sul palco Manuel Agnelli (voce, chitarra e tastiera) insieme a Xabier Iriondo (chitarra), Roberto Dell’Era (basso), Rodrigo D’Erasmo (violino) e alle new entry Fabio Rondanini (batteria) e Stefano Pilia (chitarra).

Nel frattempo Manuel sarà impegnato nelle selezioni di X Factor in veste di giudice. Una scelta che ha sorpreso e non poco i fan della band: “Quando c’è stato l’annuncio sono partite subito le polemiche, però so che fa parte del gioco. Noi abbiamo deciso di non andare sui social per due mesi e di non fare apparizioni pubbliche, poi ci siamo esibiti a Forte Prenestino abbiamo trovato più di tremila persone ad accoglierci calorosamente. Insomma, ci siamo accorti che se non vai sui social questi smettono di esistere e quindi di gonfiare eventuali polemiche” – dice Manuel, che ammette - “Mi sono reso conto che quelli della mia generazione, con la paura di esporsi e di perdere la propria identità, non hanno combinato poi molto. Io ultimamente ho partecipato alla ridefinizione del diritto d’autore in Italia e di quella della figura professionale del musicista, ma mi sono accorto che per portare avanti certi discorsi e far sentire la propria voce è necessaria avere la giusta visibilità, quella che un programma come X Factor mi può dare”. E tiene a precisare: “Lì mi stanno danno più libertà di quanto possiate immaginare”.