Cosa succede nel quarto episodio di Girls- seconda stagione  dal titolo It’s a Shame about Ray? Ecco trama e recensione dell’episodio.

Vi avevo raccontato di Girls e di quanto mi fosse piaciuta la prima stagione? Di quanto mi avesse emozionata il season finale, quella in cui Hannah (Lena Dunham), persa in una qualche zona di New York dopo aver abbandonato Adam al suo destino, finiva al mare, su una spiaggia assolata, a mangiare la torta nuziale del pazzesco matrimonio di Jessa?

I critici adorano Girls, perché su questo show della HBO, affidato in toto alla sua protagonista, nonché ideatrice e sceneggiatrice Lena Dunham, si può ricamare molto. Si può parlare di razzismo, disoccupazione, sogni infranti, si può discutere della totale mancanza di ideali dei trentenni di oggi, delle relazioni disfunzionali e di tutto ciò che la Dunham, attraverso il personaggio di Hannah e delle sue amiche, mettono in scena.

Arrivati alla seconda stagione di Girls, al quarto episodio dei 10 previsti, mi ero un po’ demoralizzata. Di certo il paragone con Sex and The city, di cui questo show doveva essere il contrappasso, è quanto mai poco calzante, ma se di serie corale si tratta, allora che sia così.

Invece per i primi tre episodi abbiamo visto solo Hannah, le sue storie, i suoi pensieri, le sue cazzate (cocaina in testa), l’inettitudine, le storie d’amore sbagliate, dando adito a tutte quelle critiche che hanno accompagnato la Dunham fino a ora: il suo è un esercizio di psicanalisi? Che fine fanno le storie parallele di tutte le altre – Marnie, Shoshanna e Jessa? E Adam, che fine ha fatto?

Nell’episodio It’s a shame about Ray Girls torna ai fasti di un tempo. E lo fa riportando tutti in scena, perfino Charlie, il fidanzato storico di Marnie e Ray, appunto, che ricalca la figura del loser, il trentenne che non ha una casa, figuriamoci dei progetti futuri per sè la sua storia d’amore con Shoshanna. Però è proprio grazie a lui che la puntata acquista valore: perché Ray è un inetto, proprio come è inetta Hannah, che pur di non restare sola dopo aver cacciato Elijah di casa invita amici e nemici a cena,  ma in un modo più coraggioso. Così, pur essendo convinto di non meritare l’amore di Soshanna le dichiara il suo amore e si prende le conseguenze di questa sua azione.

Soshanna e Jessa sono due dei personaggi meno sfruttati – la prima perché doveva essere un personaggio secondario, ma è troppo amato dal pubblico per rimanere tale, la seconda perché Jemima Kirke, l’attrice che interpreta Jessa, è visibilmente incinta (e in questa puntata è più che evidente), dunque poco posizionabile a favor di camera.

Però, dopo il devasto da cocaina della puntata scorsa, la Dunham riporta in scena i suoi personaggi più riusciti: lo fa facendo finalmente esplodere il matrimonio di Jessa, forse l’unico modo che la ragazza aveva trovato per riabilitarsi agli occhi suoi e del mondo e dando maggior spazio a Shoshanna, al suo meraviglioso modo di recitare e alla sua nascente storia d’amore.

E Marnie? Forse è la più loser del gruppo: stuzzica il suo ex Charlie fino a farsi inseguire sul tetto e poi lo abbandona, di nuovo, con una scusa banale. Perché Marnie non sa stare da sola e non è poi una cos’ brava persona, proprio come Hannah l’ha definita alla fine di una tristissima e squallida serata a base di cocaina.

Se rimane su questi binari, Girls può farcela: a rimanere un piccolo gioiellino corale e non monotematico, che affronta temi duri, non ha paura di mostrare le nudità fisiche e interiori dei protagonisti e ci racconta un po’ di noi, in modo non patinato ma sincero.

Per cui, torno a consigliarvi la sua visione. Non ve ne pentirete!