Giovanna Mezzogiorno spegne oggi 40 candeline. La splendida attrice romana festeggia oggi un compleanno importante, ma anche una carriera che le ha riservato molte soddisfazioni.

Diversamente da tanti altri interpreti, per la Mezzogiorno il cinema e la recitazione non costituiscono dei sogni proibiti d’infanzia, ma si tratta di veri e propri affari di famiglia: i due genitori sono infatti gli attori Vittorio Mezzogiorno e Cecilia Sacchi, mentre il nonno materno, Filippo Sacchi, è stato un celebre critico cinematografico.

Per Giovanna allora la scelta degli studi è quasi obbligata, con due anni dedicati al perfezionamento a Parigi, nel prestigioso laboratorio teatrale di Peter Brook, una delle personalità più importanti del panorama moderno.

Il debutto avviene a soli 21 anni, naturalmente a teatro, nel ruolo di Ofelia in un riadattamento dell’Amleto di Shakespeare curato da Brook stesso. Due anni dopo è la volta del cinema grazie a Sergio Rubini, che la vuole nel suo Il viaggio della sposa. La parte le vale il Premio Flaiano. Seguono Del perduto amore di Michele Placido e la prima collaborazione internazionale nella miniserie tv francese de I miserabili.

Il 2001 segna l’anno dell’affermazione internazionale di una carriera esemplare all’interno del cinema italiano. La Mezzogiorno, infatti, si divide principalmente tra pellicole di impegno civile e spaccati sociali-generazionali ad alto tasso drammatico, con qualche occasionale puntata nella commedia. Al secondo sottogenere appartiene dunque L’ultimo bacio di Gabriele Muccino, che la lancia come star anche grazie alla bellezza esibita. Sul set c’è anche il partner Stefano Accorsi, divenuto suo compagno dal 1999, anno di Più leggero non basta.

Nel 2002 interpreta la giornalista Ilaria Alpi, scomparsa durante la guerra in Somalia, in Il più crudele dei giorni. Per questa interpretazione vince il Nastro d’argento. La vena drammatica viene sfruttata da Ferzan Ozpetek nel suo La finestra di fronte. Il successo riscosso dall’operazione è strepitoso, tanto che il suo ritratto di una ragazza in difficoltà le varrà ben 5 premi (David, Nastro, Globo e Ciak d’oro e di nuovo Premio Flaiano). È ancora tempo di premiazioni nel 2005, quando Cristina Comencini presenta al Festival di Venezia La bestia nel cuore. Nel ruolo di una doppiatrice alle prese col proprio passato travagliato la Mezzogiorno entusiasma la giuria, che le assegna la Coppa Volpi.

Ennesime soddisfazioni internazionali le arrivaono grazia alla partecipazione in L’amore ai tempi del colera e Palermo Shooting di Wim Wenders, mentre in Italia gira prima Lezioni di volo di Francesca Archibugi e Notturno Bus con Valerio Mastandrea. Il salto di qualità però avviene grazie all’interessamento di Marco Bellocchio, che vede in lei la protagonista del suo Vincere, nel quale Giovanna affianca Filippo Timi nei panni di Ida Alder, l’amante di Benito Mussolini.

Di recente l’abbiamo vista in un ruolo comico nel fortunatissimo Basilicata Coast to Coast. La sua ultima apparizione al cinema è di quest’anno in I nostri ragazzi, cupo ritratto di Ivano De Matteo di una borghesia sempre più estranea ai propri figli. Dal 2009 è sposata con il macchinista Alessio Fugolo, dal quale nel 2011 ha avuto i due gemelli Leone e Zeno.

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