A un anno di distanza dalla sua morte, avvenuta il 4 luglio 2014, la moglie di Giorgio Faletti ha parlato del marito e dell’ultimo progetto che l’aveva visto coinvolto. Nella sua Asti, è infatti appena stato messo in scena lo spettacolo teatrale su cui stava lavorando prima di morire.

In un’intervista concessa a Vanity Fair, la moglie di Giorgio Faletti, Roberta Bellesini, ha parlato di com’è stato sviluppato il progetto. Lo spettacolo “L’ultimo giorno di sole”, sceneggiato da Faletti pochi mesi prima della sua scomparsa, ha visto la luce proprio grazie al suo contributo.

La moglie di Giorgio Faletti ha raccontato: “Ho avuto tante ansie, qualche dubbio, ma Giorgio oggi sarebbe entusiasta di tutto questo. Dopo la morte di Giorgio, passai momenti di grande sbandamento, a settembre, però, mi feci forza e ripresi in mano le sue cose, decidendo di portare a compimento quel che lui aveva iniziato. Chiamai Fausto Brizzi e gli affidai la regia dello spettacolo”.

Roberta Bellesini ha continuato a parlare del difficile periodo che ha portato alla rappresentazione teatrale: “L’operazione ha richiesto una grossa carica emotiva, ma la scelta in sé è stata semplice, quasi obbligata. Giorgio ha finito di scrivere lo spettacolo nel dicembre 2013 e ne è stato così entusiasta da decidere di rilegarne il copione in pelle e di incartarlo per poi metterlo sotto l’albero di Chiara Buratti, l’attrice per cui lo ha scritto. Nemmeno la malattia è riuscita a rompere quell’incantesimo di gioia che lo stregò. Riprendere lì dove lui fu interrotto per me è stato molto naturale”.

La moglie di Giorgio Faletti ha poi parlato degli ultimi mesi insieme al marito: “Abbiamo fatto le valigie e siamo partiti alla volta degli Stati Uniti, ma Giorgio non ci ha pensato nemmeno per un secondo di lasciare a casa il lavoro. Anzi, dagli Usa ha continuato a tenersi in contatto con Andrea Mirò, la ragazza che poi ha arrangiato le musiche dello spettacolo”.

La Bellesini ha quindi ricordato la continua voglia di sperimentare del marito: “Giorgio amava le novità, era goloso: goloso di esperienze nuove, nuove sensazioni. Voleva sentirsi un esordiente, sempre, motivo per cui, dopo aver inanellato una serie di successi, decise di valicare anche la soglia dell’universo teatrale e di continuare a restare vivo nei ricordi di tutti”.

Per ricordare Giorgio Faletti, Roberta Bellesini l’ha inoltre accostato a uno dei suoi personaggi più celebri: “Se dovessi fare un bilancio, direi che al 70% era il suo Vito Catozzo. Amava tanto l’allegria, le atmosfere comiche. Avesse potuto, si sarebbe circondato solo di quelle”.