Gigi d’Alessio racconta di essere vittima di razzismo culturale e lancia un’appello simpatico a tutti i suoi haters per rivendicare la sua carriera. In effetti guardando i numeri di vendita e di popolarità  verso il pubblico il cantautore napoletano è sempre stato visto con un occhio che non gli ha mai reso giustizia. Gigi d’Alessio intervistato  a Un giorno da pecora su Rai Radio Uno si sfoga dicendo: “Ho venduto i famosi 100 dischi di platino, chi se li è comprati? Non me li sono certo comprati da solo. Se ho fatto il giro del mondo e riempito gli stadi, ci sarà un perché. Quando uno viene dai matrimoni – come me – è considerato una merce di serie c, tant’è che hanno inventato la parola ‘neomelodico’ per ghettizzare quel mondo. Spesso mi fanno i complimenti vis-a-vis e poi pubblicamente non dicono nulla. Mi dava fastidio vent’anni fa, ora uso l’idrorepellente”.

Gigi d’Alessio quindi ha paragonato la sua situazione, comunque agiata, con le difficolta maggiori che incontrano progetti e artisti che arrivano dal meridione d’Italia dicendo: “Tutto ciò che viene dal sud, viene sottovalutato. Bisogna lavorare di più perché se fai successo e vieni dal sud per gli altri c’è sempre un perché. Invece se fai successo da Roma in su sei bravo. Infatti i cantanti napoletani vengono chiamati neomelodici perché vogliono ghettizzarli. La parola neomelodico significa ‘nuova melodia’. La vecchia quale è, quella di Claudio Villa? Allora siamo tutti neomelodici. Io sono un cantautore ma nessuno lo dice: come si fa a non dirlo?”.

Gigi d’Alessio ha chiuso lo sfogo annunciando di volersi iscrivere al Partito Animalista di Vittoria Michela Brambilla “alla faccia di tutti quelli che dicono che quando canto sembro un cane”.

L’autoironia non gli è mai mancata, chapeu.