Il concerto di Gigi D’Alessio a Pratola Serra, in provincia di Avellino, aveva suscitato parecchio polemiche. Sotto accusa l’alto cachet che il Comune campano avrebbe messo a disposizione dell’artista – 80 mila euro – ma che in realtà, stando a quanto riferito sia da Gigi D’Alessio sia dall’amministrazione comunale, non sarebbero stati soldi dei cittadini bensì soldi messi a disposizione da oltre quaranta sponsor.

Nel corso del concerto, che si è poi tenuti ieri a Pratola Serra, Gigi D’Alessio ha tenuto anche a specificare che l’alta somma messa a disposizione per la sua esibizione, oltre ad essere stata raccolta con la partecipazione degli sponsor, non finirebbe tutta nella sue tasche ma contribuirebbe non solo a pagare le tasse allo Stato ma anche a pagare il lavoro di tutti quelli che collaborano per far sì che il suo show possa essere messo in piedi (tecnici, musicisti e così via…). Un chiarimento forse non necessario – chiaro che il cachet di un artista serva a coprire anche tutte le spese di un concerto – ma che Gigi D’Alessio ha sentito di dover fare, per rispondere alle tantissime polemiche create attorno al concerto di Pratola Serra.

Le critiche erano state sollevate soprattutto dall’opposizione del Comune avellinese, che aveva affermato che il concerto di D’Alessio fosse costato in realtà 90 euro e che a versarne 60 mila fosse stato lo stesso Comune di Pratola Serra, che li avrebbe messi a bilancio. Sempre secondo l’opposizione, la somma offerta degli sponsor ammonterebbe a circa 32 mila euro, e non coprirebbe dunque tutta la somma offerta a D’Alessio.