Ancora guai col fisco per Gianna Nannini. Nello scorso mese di aprile la cantante toscana si era vista sequestrare, in via preventiva, una villa posseduta a Siena. Allora l’accusa sollevata dai magistrati di Milano era quella di aver evaso quasi quattro milioni di euro, sottraendo al fisco italiano i proventi da dischi e concerti guadagnati dal 2007 al 2012 (qui tutti i dettagli).

Oggi quell’accusa si è trasformata nella richiesta formale di processo da parte della Procura di Milano. Il pubblico ministero Adriano Scudieri aveva infatti trasmesso la sua richiesta di rinvio a giudizio al giudice per le indagini preliminari lo scorso mese di dicembre.

Il processo contro Gianna Nannini inizierà il prossimo 3 marzo davanti al giudice per l’udienza preliminare Fabio Antezza. L’accusa avrebbe anche ipotizzato che grazie ai soldi della presunta evasione la cantante avrebbe acquistato un appartamento a Londra, nel quartiere vip di South Kensington.

L’ipotizzata evasione fiscale di Gianna Nannini sarebbe avvenuta interponendo tra la sua società milanese Gng Musica srl e le case discografiche Sony e Universal una società di diritto irlandese e una società di diritto olandese, prive di un’effettiva struttura e messe in piedi con l’unico scopo di sottrarre al fisco italiano i proventi derivanti dalla vendita dei dischi e gli introiti ricavati dai concerti, delocalizzandoli così in territori con leggi fiscali molto più vantaggiose (in questo caso Irlanda e Olanda).

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