Giancarlo Magalli fa alcune considerazioni su The Voice of Italy durante Una domenica da leoni condotta da Massimo Giletti e in studio parte un processo al talent canoro in onda su Rai 2.

Giancarlo Magalli che da sempre ha uno stile schietto e sincero ha analizzato, probabilmente anche in maniera efficace, il talent di Rai: The Voice, come Forte Forte Forte, lavorano con gli scarti degli scarti degli scarti. Ce n’è uno che è il migliore, gli scarti del primo vanno nel secondo e quelli del secondo vanno nel terzo. Si fanno programmi con gli scarti di tre programmi precedenti. Lo devi sapere cosa vai a fare, proprio perché sei la Carrà non lo vai a fare”.

Una dichiarazione non certo aziendalista ma sicuramente una verità non fosse altro perché The Voice è l’ultimo arrivato tra i talent canori della televisione italiana. Su Facebook poi Magalli ha precisato: “Ho solo detto che i talenti vanno a fare i provini ad Amici, quelli scartati vanno a Italia’s got talent e quelli scartati anche lì vanno a The Voice. Non è certo colpa di Raffaella”.

Platinette, libera da vincoli aziendali, ha messo in discussione la figura di Raffaella Carrà a The Voice: “Tu torni in una trasmissione che hai abbandonato per fare un talent tutto tuo. Poi da Forte Forte Forte torni indietro, fai il passo della gambera e torni a fare The Voice. Possiamo dire che è andato male anche questo? Poi, per continuare a fare un mestiere, bisogna informarsi e essere al passo coi tempi. Io non la trovavo perfettamente integrata a The Voice. Lei era la regina e gli altri dovevano essere i sudditi, era evidente. C’è stata una gaffe di Bob Marley scambiato con Bob Dylan ricordando l’uno per l’altro. Quello che non va è quando si vuole essere al passo coi tempi senza doverne avere la necessità. La Carrà non ha bisogno di dimostrarsi moderna, è un prototipo che non ha più bisogno di fare revisioni nel corso del tempo”. 

A difendere il talent che cerca la voce è stata invece Enrica Bonaccorti che lo ha definito, esagerando un po’, un successo. The Voice il prossimo anno molto probabilmente non ci sarà, forse perché anche alcuni dirigenti Rai hanno fatto la stessa considerazione di Magalli.