Secondo il parere della giornalista Claudia Morgaglione che scrive per l’edizione on line de “La Repubblica”, l’attore italiano Marco Giallini, la cui carriera è recentemente in forte ascesa, rappresenterebbe un caso a sé nel panorama cinematografico nazionale.

Come dar torto alla penna della Morgaglione quando si considera che questo talentuoso interprete del cinema italiano, che annovera numerose partecipazione ad opere di certo valore, si è sempre visto assegnare ruoli da caratterista, vestendo i panni, indifferentemente, del buono o del cattivo, ma partendo da basi solide del teatro, come l’Adelchi?

Giallini arriva al successo quasi cinquantenne, grazie al fatto che lavori di prossima uscita, di cui si parla già moltissimo, lo hanno incluso nel cast assegnandogli ruoli rilevanti.

È il caso di menzionare “Acab”, nel quale Marco Giallini ha vestito i panni di “Mazinga”, un cellerino che capeggia i compagni durante episodi violentissimi.

Dalla rappresentazione della violenza emerge l’assurdità di un meccanismo che coinvolge il corpo di polizia, ineluttabilmente coinvolto in un meccanismo che genera «dipendenza da adrenalina».

“Acab” è stato diretto dal regista Stefano Sollima, con il quale Giallini aveva già collaborato per la realizzazione di “Romanzo criminale”, nel quale ha interpretato “Il Teribbile”.

Per il mese di marzo è poi prevista l’uscita della nuova commedia targata Carlo Verdone “Posti in piedi in paradiso” dove l’attore sarà certo in grado di divertire, e al contempo far riflettere, il pubblico in sala.