Tra i film italiani in concorso alla Mostra del cinema di Venezia c’è anche Il giovane favoloso, l’ultima opera del regista Mario Martone dedicata alla vita di Giacomo Leopardi (qui la nostra recensione in anteprima).

La pellicola, che vede protagonista Elio Germano nei panni del poeta di Recanati, è stata molto applaudita al Festival ma anche molto discussa.

Martone ci ha dunque parlato della scelta di Germano come alter-ego dell’autore di A Silvia e delle Operette Morali, ritenuto l’unico all’altezza della parte: “Ho sempre pensato che lui poteva farlo e doveva essere lui, perché è un ribelle Elio, e io volevo che questo Leopardi fosse un ribelle”.

Il progetto non è stato dei più semplici, ma l’autore l’ha affrontato “con una miscela di umiltà e ambizione, perché bisogna sapere di essere costantemente e inevitabilmente al di sotto della materia da affrontare, però anche con l’ambizione di provare a toccarla in alcuna sue parti e a trasmetterla a un pubblico”.

Per Martone Leopardi è una figura che valeva la pena raccontare, in anticipo sui suoi contemporanei ma forse ancora non compreso persino da noi: “Leopardi è al di fuori del suo tempo, al di fuori di ogni tempo, come ogni grande mente parla con il passato e parla con il futuro. È attuale ad ogni tempo. Noi veniamo dopo il crollo di tutte le illusioni del Novecento, che hanno prodotto tante macerie, e quindi possiamo capire molto bene perché lui ironizzasse sulle ‘magnifiche sorti e progressive’: forse era più difficile per le persone del suo tempo capire questo, ma Leopardi guardava molto avanti”.

Photo credit: Palomar