Abbiamo visto i primi 15 minuti di Ghost in the Shell, il film sull’omonima e celeberrima serie manga che vede come protagonista in carne e ossa Scarlett Johansson. Lo abbiamo visto prima dell’uscita nelle sale che avverrà il 30 marzo ad opera di Universal.

Che lo sguardo registico di Rupert Sanders fosse tendenzialmente coreografico era evidente fin dal suo primo Biancaneve e il Cacciatore, ma in questa sua opera seconda parte prendendo sottobraccio l’immaginario di Masamume Shiro e lascia danzare ogni elemento della scena come un raffinato videoclip di musica elettronica. La fedeltà ai disegni dell’autore originale, per adesso, è quasi religiosa nel ricostruire le inquadrature del manga. In più la macchina da presa, in un 3D coinvolgente, offre allo spettatore un inserimento totalmente immersivo.  Da quest’inizio, oltre a uno stile tra omaggio e arricchimento visivo, emergono i primi personaggi, in cima a tutti la creatrice interpretata da Juliette Binoche.

Dopo le trasfigurazioni viste in Lucy e Under the skin, la Johansson è chiamata da un’opera orientale a un altro sci-fi. In comune con l’originale Maggiore ha gli occhi blu. E dalle prime immagini ne incarna già perfettamente le controversie umaniste del mondo cyberpunk. La nuova metropoli esplorata da Sanders scansa graffiti e insegne pubblicitarie anni ’90 del manga per sostituirli con proiezioni olografiche e schermi integrati sulle superfici lucide dei grattacieli. Un futuro che ricorda immancabilmente quello di Blade Runner, ma il mood che arriva finora è positivo. Di quelli che potrebbero preannunciare anche un grande film. L’idea di questo assaggio offerto dalla Universal non è stata male perché adesso l’asticella per l’attesa si è alzata. Anzi, per l’hype, come si dice ora. Altrimenti rischiamo di non essere moderni.

Per il pubblico è disponibile comunque un assaggio di 5 minuti del film visibile su YouTube: