Gerry Scotti vuole rinunciare al vitalizio di 1400 euro al mese come ex parlamentare: il conduttore di Canale 5 spiega che per legge che non può farlo. Virginio Scotti, per chi non lo ricordasse, è stato parlamentare della Camera dei Deputati dal 1987 al 1992 tra le fila del Partito Socialista Italiano in una parentesi della sua vita dedicata alla politica dopo l’esperienza radiofonica e prima di quella televisiva.

Oggi intervistato da Rai Radio Uno durante il programma Un Giorno da Pecora Scotti dichiara: ”Con Renzi abbiamo ‘in sospeso’ una vecchia storia, quella della pensione… Ha detto che ci pensava lui. Lui disse ‘Ci penso io, stai sereno!’. Poi è sparito, adesso non so più a chi telefonare. Però mi ha detto che prima o poi si attuerà un provvedimento per cui chi vuole rinunciarci dovrà solo firmare la rinuncia, punto e basta. Tutti mi hanno detto: ‘Che te frega, tienitelo’. Vorrei che mi si dia la possibilità di rinunciare, il problema è che tutti gli altri non sono d’accordo, e ce ne sono di miliardari in pensione”

Gerry Scotti aveva già dichiarato che da molti anni il suo vitalizio lo da in beneficenza ma vorrebbe ammette che: ”Preferirei non riceverli, vorrei che andassero direttamente a un ente benefico da me richiesto”

Matteo Renzi, durante un’intervista di Bruno Vespa a Porta a Porta, quando era ancora premier dichiarò: “Scotti? Troveremo il modo di accontentarlo, ma è il segnale di una persona che si rende conto che anche il piccolo contributo personale è giusto”.

Il gesto di Gerry Scotti è lodevole e non deve essere letto in ottica populista. Giornalisti e scrittori, in questi anni, hanno più volte evidenziato il problema delle pensioni d’oro e dei vitalizi dei parlamentari senza ricevere atti efficaci dalla politica.I privilegi della casta continuano ad essere molti ma, per dovere di cronaca, va ricordato che i parlamentari eletti per la prima volta dopo il 2013 non godranno del vitalizio parlamentare.