“Spregevole, ha proprio detto spregevole, signor primo ministro? Questa sì è una cosa spregevole. Chi è lei per giudicarmi François Hollande? Sono nato nel 1948, ha cominciato a lavorare a 14 anni, ho sempre pagato le tasse. Quest’anno le mie imposte rappresentano l’85 per cento di quanto ho guadagnato. Non ho mai ucciso nessuno, in 45 anni di carriera ho versato in tasse 45 milioni di euro, ho dato lavoro a 80 persone. Io sono un uomo libero, signor primo ministro. Le restituisco il mio passaporto. Non abbiamo più la stessa patria. Io sono un vero Europeo, un cittadino del mondo”. Gérard Depardieu ha espresso la sua delusione, la sua rabbia, il suo disprezzo per le autorità che hanno criticato la sua scelta di emigrare in Belgio, in una lettera di risposta al commento del capo del governo francese Jean-Marc Ayrault, pubblicata sul giornale du Dimanche.

La gauche aveva accusato Depardieu di antipatriottismo. Alcuni socialisti hanno chiesto, il ministero delle finanze lo sta già facendo, di rinegoziare le convenzioni fiscali con il Belgio, paese in cui a differenza dalla Francia non esiste l’imposta sul patrimonio e non si pagano tasse sulle plusvalenze.

“È una grande star, tutti lo amano come artista, ma la sua scelta di andare a vivere al di là della frontiera per non pagare le tasse è piuttosto meschina, direi spregevole”, aveva detto Ayrault. “Tutti, qualsiasi lavoro facciano, debbono avere un comportamento etico”, aveva aggiunto il presidente François Hollande.

Depardieu, furioso, ha dichiarando di essere pronto a rinunciare alla nazionalità francese per acquisire quella belga. Infatti si è già stabilito e ha comprato casa a Néchin, in paese a un chilometro dal confine con la Francia.

Daniel Senesael, il sindaco, gli ha spiegato che bisogna essere residenti nel paese da almeno 5 anni per ottenerla, ma ha anche aggiunto che il Parlamento può concedere la naturalizzazione in tempi rapidi a “persone dai meriti eccezionali in campo scientifico, sportivo o culturale, soggetti a offrire un contributo al prestigio internazionale del Belgio”. Ovvio che Depardieu rientri in questo caso.

“La partenza di Depardieu e di tanti altri personaggi illustri è la conseguenza di una politica economica assurda, che colpisce i ceti deboli e allontana coloro che producono ricchezza”, ha commentato Rama Yade, ministro dei diritti dell’uomo sotto la presidenza Sarkozy.

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