Non le manda a dire il grande attore (in tutti i sensi) Gérard Depardieu, ospite del Festival dei Due Mondi di Spoleto, presso il quale presenta il suo ultimo film Love Letters insieme alla collega Anouk Aimée e al regista Benoît Lavigne.

La sua è una difesa contro tutti coloro che lo hanno attaccato per la sua controversa decisione di prendere il passaporto russo offertogli da Vladimir Putin. Il celebre interprete, secondo le ricostruzioni più accreditate, avrebbe infatti deciso di abbandonare la natia Francia per sfuggire alla nuova tassa diretta ai super ricchi decisa dal governo Hollande.

Sul Corriere della Sera è apparsa un’intervista in cui Depardieu ha difeso il Presidente russo, con parole che sicuramente faranno discutere: “In Francia dicono che Putin è un dittatore. Io dico che cerca solo di fare il meglio per il suo Paese.”

Un progetto cinematografico in essere con il decano Ettore Scola, l’istrione si è detto libero da condizionamenti politici e da scelte di parte, criticando nel contempo una grande fetta di intellettuali italiani, a suo dire di sinistra solo a parole: “Io non sono né di sinistra né di destra, glielo dissi tanto tempo fa a Bertolucci, voi registi italiani siete tutti comunisti, però avete case dappertutto.

Depardieu non è nuovo alle polemiche politiche, dato che all’ultimo Festival di Cannes è stato protagonista di Welcome to New York, il film di Abel Ferrara ispirato alla vicenda Strauss-Kahn, rifiutato dalla manifestazione e mostrato in anteprima alla stampa in un’improvvisata proiezione corsara.