La morte di George Michael a soli 53 anni ha provocato un enorme clamore, sia per la giovane età del cantante che per l’evento del tutto inaspettato.

La causa del decesso fino al momento ipotizzata è quella di un improvviso arresto cardiaco, ma nuovi dettagli raccolti dal Daily Telegraph mettono in dubbio questa ricostruzione ponendo in campo l’ipotesi di un’overdose di eroina.

L’assunzione smodata della sostanza avrebbe poi provocato il malore cardiaco: è quanto sostiene il compagno di Michael, Fadi Fawaz, il quale è stato colui che ha chiamato i soccorsi dopo aver ritrovato la popstar a letto, privo di vita.

Parrucchiere molto noto nel mondo dello showbusiness, Fawaz aveva una relazione con il cantante sin dal 2011. Una fonte racconta che negli ultimi anni lo stile di vita eccessivo di Michael avrebbe causato una dipendenza da eroina che si sarebbe aggravata nell’ultimo periodo.

Secondo questa fonte anonima il cantante sarebbe stato portato al pronto soccorso più volte proprio per questo motivo.

Non è forse un caso allora il ritiro a vita privata di George, che aveva scelto di mantenere un basso profilo negli anni recenti, comunicando con i fan solo attraverso Twitter, dove aveva più volte rassicurato gli utenti riguardo le sue condizioni di salute.

La casa dell’artista, sita nel quartiere di Highgate, a Londra, è ora divenuta meta di pellegrinaggio per i fan che portano doni di ogni tipo, ricordi, e lettere.

L’ultimo lavoro del cantante, un documentario intitolato Libertà, avrebbe dovuto essere pubblicato a marzo del 2017: nel film vengono utilizzati video inediti e interviste mai apparse prima.