Si è spento a 90 anni George Martin, produttore musicale tra i più importanti e influenti dello scorso secolo, noto sopratutto per la grande rilevanza all’interno del gruppo dei Beatles, tanto da avere guadagnato sul campo il soprannome di “quinto Beatles”.

Il batterista Ringo Starr è stato uno dei primi artisti a riportare la notizia su Twitter nella notte di martedì, ringraziandolo per tutto l’amore e la gentilezza dimostrati negli anni.

Il titolo di membro aggiuntivo del più famoso complesso pop e rock di sempre non è di certo casuale: George Martin non solo ha fatto firmare ai quattro di Liverpool il loro primo contratto, nel 1962, ma anche lavorato con loro per la maggior parte della loro carriera.

Nessuno tra John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr era infatti capace di leggere e scrivere la musica, e l’apporto di Martin è stato fondamentale anche per mettere nero su bianco le intuizioni dei musicisti. Lennon nel 1971 avrebbe dichiarato che “George Martin ci ha reso quello che eravamo in studio. Ci ha aiutato a sviluppare un linguaggio per parlare agli altri musicisti”.

Ma non si può dimenticare che il produttore ha anche firmato arrangiamenti, orchestrazioni e assoli di strumenti (si ricorda con molto piacere quello di clavicembalo di In My Life).

Nato il 3 gennaio del 1926 a Londra, aveva iniziato a suonare il piano sin da tenera età, per poi unirsi alla Marina in tempo di guerra. Dopo il conflitto era entrato nela sezione dedicata alla musica classica della BBC e quindi si era trasferito alla EMI. Proprio qui aveva conosciuto i Beatles, dei quali era diventato in breve il produttore di fiducia negli ormai leggendari Abbey Road Studios.

Martin avrebbe continuato a lavorare con i membri del quartetto anche singolarmente, in seguito allo scioglimento: sua infatti la produzione dei dischi solisti di McCartney quali Tug of War, Pipes of Peace, Give My Regards to Broad Street, o Sentimental Journey di Starr, per non dimenticare l’importante raccolta Anthology del 1995 e il musical-tributo Love del 2006.

Tuttavia il nome di Martin non è legato esclusivamente all’attività svolta con i Beatles. Da ricordare infatti anche le sue collaborazioni con gli UFO, America, Kenny Rogers, Cheap Trick, Celine Dion, Elton John (la celeberrima nuova versione di Candle in the Wind in omaggio alla scomparsa Lady Diana) e Jeff Beck.