Alla cerimonia di premiazione dei Golden Globes 2015 oltre che per la celebrazione dello showbusiness c’è stato spazio anche per la solidarietà.

George Clooney ha infatti ricevuto il premio alla carriera Cecil. B. DeMille, proprio lui che risulta essere la persona più nominata della storia nelle varie categorie del riconoscimento conferito dalla stampa estera alle star di Hollywood.

Come da copione, e in linea con il grande carisma del personaggio, Clooney durante il suo discorso ha tirato fuori la sua consueta, elegantissima, verve ironica, ricordando ai presenti come l’80% tra loro (uno su cinque come nelle nomination) alla fine della serata sarebbe risultato un perdente.

Ma dell’ex scapolo d’oro è stato celebrato anche il grande impegno umanitario che lo ha reso uno degli attori più in vista di Hollywood. Julianna Marguiles, che ha diviso con lui il set di E.R., lo ha introdotto sul palco presentandolo come “uno dei pochi a essere rimasto reale in un’industria in cui è così facile perdere la propria identità e il senso di ciò che è importante”.

Clooney ha voluto ricordare i tragici fatti di Parigi e ha omaggiato il quotidiano satirico Charlie Hebdo e tutti coloro che in qualche modo hanno mostrato la propria solidarietà: “Oggi è stato un giorno straordinario, in cui milioni di persone hanno marciato non solo a Parigi ma in tutto il mondo, cristiani, ebrei e musulmani insieme, erano i leader dei Paesi di tutti gli stati del mondo e non hanno marciato per protesta. Invece hanno manifestato per ribadire il concetto che non avremo in paura. Je suis Charlie”.

Le ultime parole sono però state per la neo-consorte Amal Alamuddin: “È davvero una cosa umiliante aver trovato qualcuno da amare. Sopratutto se hai aspettato tutta la vita fino a 53 anni! Amal, non potrei essere più orgoglioso di essere tuo marito”.

Le conduttrici Amy Poehler e Tina Fey hanno scherzato sulla coppia, ricordando il grande impegno politico e civile della donna, “un avvocato per i diritti umani, una consigliera di Kofi Annan per la Sira e un’ispettrice dell’ONU sui crimini di guerra nella striscia di Gaza. Ed è suo marito a ottenere un premio alla carriera”.

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