George Clooney è finito in manette. L’episodio è accaduto venerdì 16 marzo, in quel di Washington, durante una manifestazione di protesta davanti all’ambasciata del Sudan.

L’attore americano stava partecipando ad un sit-in insieme ad altri attivisti, tra i quali c’era anche il padre Nick, per protestare contro Omaral-Bashir, capo del governo del Sud Sudan, che da mesi impedisce l’arrivo degli aiuti umanitari alla popolazione del paese.

È da molto tempo che George Clooney si occupa della questione del Darfur, pochi giorni fa, di ritorno da un viaggio nella zona, l’attore ha portato un rapporto sulla situazione del paese alla Commissione Affari del Congresso degli Stati Uniti, poi anche al presidente Barack Obama e al Segretario di Stato Hilary Clinton.

Un impegno importante, quello dell’attore, che mette a disposizione la sua immagine, famosa in tutto il mondo, per portare l’attenzione su di una questione umanitaria gravissima che rischia di trasformarsi in un vero e proprio disastro se non saranno presi provvedimenti entro breve tempo.

Il sit-in organizzato di fronte all’ambasciata del Sudan, al quale hanno partecipato molti attivisti, tra cui anche due membri del Congresso, il democratico JimMoran e il repubblicano Frank Wolf. L’arresto dei manifestanti era un gesto praticamente annunciato, un modo nobile e utile di sfruttare la propria fama per attirare l’attenzione.