Gene Wilder è morto a 83 anni nel Connecticut l’attore statunitense: in carriera era stato protagonista di film indimenticabili come Frankenstein Junior diretto dal Mel Brooks. Jeronome Silberman Wilder, questo il vero nome dell’attore e scrittore amercicano, è morto il 29 agosto 2016 a Stamford nel Connecticut. L’attore aveva trovato la grande popolarità, come attore, grazie a Mel Brooks con cui ha collaborato per molto tempo diventando l’attore-simbolo di un tema cinematografico. La sua interpretazione più celebre è il dottor Frederick Frankenstein nel film Frankenstein Junior.

Classe 1933 era nato a Milwaukee l’’11 giugno da una famiglia di ebrei russi immigrati in America, Gene Wilder lascia l’America per trasferirsi a studiare in Inghilterra presso la Bristol Old Vic Theatre School. Durante gli studi inglesi scopre la passione per la scherma che insegnerà per mantenersi, una volta tornato, in America. Negli Stati Uniti recita in piccoli teatri di periferia dove impara l’arte del mestiere finché, poco più che comparsa, riesce a debuttare al cinema in Gangester Story nel 1967.

La popolarità e il sodalizio con Mel Brooks nasce in quegli anni grazie alla sua partecipazione in “Per favore non toccate le vecchiette” nel  1968 dove conquista una nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista mentre il film opera prima di Mel Brooks vince l’Oscar come migliore sceneggiatura originale. Gene Wilder parteciperà a una moltitudine di film commerciali di scarso successo che però, grazie alla riproposizione televisiva, diventeranno dei veri e propri cult come Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, 1971, regia di Mel Stuart.

Il successo torna a bussare alla porta di Wilder nel 1972 grazie a Woody Allen che lo vuole in Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai osato chiedere). Da quel momento anche il botteghino e la critica premiano Gene Wilder in film come Frankestein Jr.,  Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Il fratello più furbo di Sharlock Holmes, Scusi, dov’è il West?  e  Hanky Panky – Fuga per due.

Negli anni 90 annuncia il suo ritiro dalle scene e inizia una carriera come scrittore.

Una carriera ricca di riconoscimenti ma anche di critiche e flop a cui ha risposto sempre con quello sguardo sospeso tra follia e poesia che solo Gene Wilder riusciva a interpretare.