Nel ’76 andava in scena per la prima volta Gatta Cenerentola, opera musicale in tre atti firmata da Roberto De Simone. Il protagonista di allora era Peppe Barra. Affondava le sue radici in uno dei racconti di Basile, lo stesso autore che ha ispirato Il Racconto dei Racconti girato da Matteo Garrone. Lo spettacolo in quarant’anni ha cambiato molti cast, ma alla Mostra del Cinema è mutato, riplasmato, reso film d’animazione dalle mani esperte di un felicissimo gruppo di artisti italiani sbocciando nel nuovo lavoro di Alessandro Rak. La storia si svolge in una Napoli portuale e futuristica, ma dal gusto retrò. Un ricco imprenditore lungimirante costruisce un ipertecnologico polo museale e culturale sul mare dove il presente resta immortalato in ologrammi che girano liberi come fantasmi. Potrebbe essere una promessa positiva per il futuro, ma l’ingegner Basile sposa la donna sbagliata, e anni dopo la sua dipartita la nuova padrona ha distrutto quasi tutto. Complici il suo amante e le sei figlie escort. Solo un ruvido poliziotto dalla parte del bene e un tempo collaboratore di Basile cerca di fermare il crimine che si annida in nell’enorme nave ridotta a rottame che accoglie spettacoli kitch, gioco d’azzardo e boss vari. Incontrerà una taciturna inserviente molto speciale: la figlia di Vittorio Basile.

Rak ha scritto e diretto Gatta Cenerentola insieme a Ivan Cappiello, Massimo Guarnieri e Dario Sansone. Un quartetto che copre anche disegno 3D, animazione e musica. Con L’Arte della Felicità stupirono il mondo, e dopo la proiezione in concorso per la sezione Orizzonti di Venezia 74 possiamo tranquillamente affermare che i nostri Fantastici 4 sono loro. Si respira grande cinema tra i riverberi di questa Napoli avveniristica ma sgranata da polveri non più sottili. I rifiuti tossici hanno avuto la meglio, ma la speranza vive ancora. Gli ologrammi che raccontano il passato girano ancora per i corridoi. Appaiono e svaniscono come sogni, sono anche sonori e spesso sembrano avere ancora una coscienza presente, quasi vogliano comunicare con i vivi del film. Spiano le malefatte di Salvatore, sguaiato promesso sposo della matrigna. Lo doppia Massimiliano Gallo, mentre la matrigna ha la voce di Maria Pia Calzone e il poliziotto Primo Gemito quella di Alessandro Gassman. E nel cast animano le parole dei personaggi anche Mariano Rigillo, Renato Carpentieri ed Enzo Gragnaniello, che insieme a diversi artisti partenopei dà vita alle canzoni che accompagnano il film. Non è un musical Gatta Cenerentola, tantomeno un musicarello cartoon. Tutt’al più prende alcune linee visive da contaminazioni manga, ma la sua anima è originalissima e la poetica di cui è carico travolgerà ogni spettatore.

La fiaba si trasforma in un vero e proprio capolavoro al quale la giuria di Venezia farebbe male a rimanere insensibile. Si partecipa a questo grande sogno in maniera totale. Ridendo, portando il tempo con i piedi, commuovendosi per la protagonista e scioccandosi per la meschinità dei cattivi, che qui sono tanti. Il mutismo come effetto postraumatico da stress della bambina diventata ragazza con una sola scarpa attualizza la favola di Rak, che con questo lavoro mostra di avere le giuste corde per diventare il Tim Burton italiano. In mezzo a fotogrammi che fanno a gara per bucare il grande schermo, lui e gli altri autori inseriscono una sceneggiatura dove confliggono, ad arte, ottimismo per il domani e avidità cieca, vitalità e omicidio, protezione e messa in pericolo dei propri cari, ricordi fluttuanti e nuovi orizzonti da costruire. La natura sconfitta dall’inquinamento rivive in banchi di pesci olografici che circolano come elementi scenografici e la tecnologia si sposa a una pasta visiva dal tratto antico della matita, dell’acquarello, della carta disegnata che prende vita. Tanto cuore, moltissimo sogno e neanche una battuta scontata. Del resto la loro scrittura su lungometraggio l’avevamo conosciuta col l’esordio. Insomma, uno splendore, film come questo sono la felicità degli occhi e del cuore. E dopo lo stupore estatico di Venezia sarà al cinema dal 14 settembre.