Matteo Garrone, reduce da Cannes dove ha vinto il Grand Prix della Giuria per il suo ultimo lavoro “Reality”, è stato ascoltato dai PM della Procura di Napoli per questioni riguardanti fatti accaduti durante le riprese di “Gomorra”.

Pare, infatti, che il regista, oltre ad aver incontrato il boss Alessandro Cirillo, sia stato coinvolto in un giro di tangenti.

Una delle caratteristiche peculiari della regia di Matteo Garrone è proprio quella della scelta del cast. In “Gomorra”, come anche in “Reality”, il regista sceglie personaggi veri, presi dalla strada, e nel fil ispirato al romanzo di Saviano hanno partecipato, come comparse, alcuni piccoli malavitosi affiliati al clan dei Casalesi.

A parlare di tangenti è stato Oreste Spagnuolo, ex camorrista ora collaboratore di giustizia, che ha parlato di una cifra di circa 20 mila euro che Garrone avrebbe pagato ai Casalesi per poter girare alcune scene del film in zone poste sotto il controllo del clan.

Il regista nega ogni suo coinvolgimento

Incontrai Cirillo perché me lo chiese zì Bernardino (si tratta di Bernardino Terracciano, che recitò con Garrone in “L’imbalsamatore”), non sapevo fosse ai domiciliari. Non ero solo e nessuno parlò di soldi. Vennero pagate solo le comparse con contratti regolari.