Per quanto Game of Thrones (da noi Il trono di spade) sia una serie tv che nonostante qualche deriva fantasy si è sempre occupata di geopolitica, nessuno si sarebbe aspettato che gli eventi politici del mondo reale ne avrebbero influenzato la produzione.

E invece il Brexit rischia di mettere in ginocchio il telefilm della HBO, uno dei più visti e apprezzati di tutta la storia della televisione moderna.

Non tutti infatti sapranno che una certa parte dei fondi – e quindi del budget stanziato dalla produzione – deriva dalle agevolazioni di cui Game of Thrones gode avendo incentrato la maggior parte delle riprese degli episodi in Irlanda del Nord (l’epocale Battaglia dei Bastardi si svolge lì, per esempio).

La HBO incassa infatti generosi assegni dal Fondo di Sviluppo Regionale Europeo, che premia le imprese che in qualche modo contribuiscono all’indotto locale e si servono di servizi e prodotti della zona.

Il costo medio di un episodio di Game of Thrones si assesta sui 6 milioni di dollari, una cifra altissima e pari a quasi il doppio o il triplo del prodotto seriale tipico di un network o canale via cavo (la recente cancellazione di Vinyl, tra l’altro sempre di HBO, ha avuto a che vedere proprio con gli altissimi costi, divenuti insostenibili visto il successo non eclatante).

I fondi dell’Unione Europea contribuivano a coprire in modo significativo queste spese, che ora rimangono vive. Il problema si propone ovviamente per tutte le produzioni che avrebbero voluto portare le riprese nei territori della Gran Bretagna confidando nel sostegno economico dell’UE, come ha ricordato Peter Chase, partner del German Marshall Fund.

Chiaramente non tutte le scene di Game of Thrones avevano e avranno come scenario l’Irlande del Nord, e in passato la troupe ha calcato il suolo di Paesi come la Spagna, la Croazia e Malta e persino nazioni non europee come l’Islanda: rimane tuttavia il grave danno economico che potrebbe portare a una riduzione del numero di episodi o del budget stanziato per ogni puntata.