Esce nelle sale il 19 agosto il nuovo avvincente horror firmato dalla Blumhouse Productions, la casa di produzione statunitense che con le saghe di “Paranormal Activity” e “Insidious” e con pellicole di successo quali “Sinsiter” e “Oculus – Il riflesso del male” sta da diversi anni dettando le regole del gioco in fatto di cinema horror rilanciando prepotentemente sul mercato cinematografico un genere mai di fatto tramontato. S’intitola “The Gallows – L’esecuzione” e per l’occasione Jason Blum ha unito le forze produttive realizzando il film insieme a Guymon Casady con la sua Entertainment 360 (la serie TV “Il Trono di Spade”, “Steve Jobs”), Dean Schnider (l’imminente “Shovel Buddies”, “Hachiko- Il tuo Migliore Amico”) e Benjamin Forkner (“The Killing Room”).

Da questo crogiolo di autentici maniaci dell’horror, il progetto The Gallows ha preso definitivamente vita e forma grazie a un duo di registi estremamente promettente come Chris Lofing e Travis Cluff, al loro debutto alla regia, anche autori della sceneggiatura. Il film si avvale di un cast formato per la maggior parte da attori giovanissimi appositamente scelti per calarsi in modo credibile nella parte di protagonisti-teen-ager che si muovono in un ambiente molto frequentato dall’horror a stelle e strisce, quello scolastico: Reese Mishler, Pfeiffer Brown (già vista nel noto show televisivo di Nickelodeon “Big Time Rush”), Ryan Shoos e Cassidy Gifford (che ha fatto il suo debutto cinematografico nella commedia, “Adventures of Serial Buddies”, accanto a Henry Winkler, Christopher Lloyd e Beth Behrs).

Questa la trama di “The Gallows – L’esecuzione” tratta dal pressbook del film: venti anni dopo un incidente che ha causato la morte dell’attore protagonista durante una rappresentazione teatrale scolastica, alcuni studenti della stessa scuola della cittadina decidono di riallestire quell’opera, in un maldestro tentativo di onorare l’anniversario della tragedia. Ma alla fine scopriranno che forse, alcune storie, sarebbe stato meglio non rianimarle…

Nelle intenzioni degli autori di The Gallows – L’esecuzione non c’è solamente l’idea di girare un teen-horror che funzioni perché il linguaggio utilizzato su una base produttiva assolutamente indipendente si fonda su codici precisi come il found-footage, ovvero il materiale pellicolare riutilizzato in altro contesto e le tecniche di ripresa miste, tra soggettive adrenaliniche alternate a totali spaventosamente espliciti. Come in “Paranormal Activity” si fa largo uso dell’espediente del reality, con sequenze girate da telecamere a mano (in quel caso si trattava di videocamere a circuito chiuso) coniugato però a una gestione sapiente della suspense. Il film è ascrivibile al sottomettere della “haunted houses” tradotto in ambiente scolastico. L’elemento più importante del film è costituito dal fatto che la presenza spettrale che infesta la scuola frequentata dai protagonisti non si vede mai, ma si sente.