Pesanti retroscena quelli rivelati da Elena Majoni, l’ex moglie di Gabriele Muccino.

La donna è anche ex violinsta, e la ragione della fine della sua carriera musicale sarebbe proprio da ricercarsi nell‘indole violenta del regista di film come La ricerca della felicità e L’ultimo bacio. La coppia infatti è stata sposata dal 2002 fino al 2006, anno della separazione.

Nel mezzo un figlio e la fine della loro storia d’amore: un percorso usuale, se non fosse per gli atti che la Majone attribuisce al marito. Si parla di schiaffi, uno dei quali talmente forte da averle rotto il timpano. Una menomazione che le avrebbe impedito di suonare agli alti livelli ai quali era abituata.

L’ex musicista racconta che la percossa è avvenuta in Toscana, durante una vacanza estiva: nel corso di una lite banale Gabriele le avrebbe inflitto un manrovescio a mano aperta. Elena ricorda di essere finita al pronto soccorso di Roma e poi di aver sporto denuncia, come atto conclusivo di una serie di situazioni del genere.

L’unico testimone è Silvio Muccino, il fratello di Gabriele, attore e regista anch’egli: sentito dal giudice questi però nega quanto accaduto. E la colpa ricade sulla Majoni, la quale afferma che in quegli anni Gabriele l’avrebbe poi presentata come un’arrampicatrice sociale interessata solo al denaro e alla pubblicità.

Nel 2016 però Silvio Muccino ritratta quanto detto nel corso di un’intervista concessa a Massimo Giletti, roso da un senso di colpa che lo aveva spinto anche a tagliare i ponti con la famiglia.

Elena riesce così a ottenere l’affidamento esclusivo del figlio e vede ripristinata la verità giudiziaria. Intervistata dal Corriere della Sera, la donna, che lancia un appello affinché altre donne denuncino le violenze subite, si sente finalmente libera di “affermare che il mio ex marito sia una persona violenta.”

Nel frattempo rimane da risolvere il rapporto con l’ex marito, per il bene del figlio. Tuttavia Gabriele non sembra voler collaborare: “Ancora oggi, pur avendo ottenuto provvedimenti chiarissimi a mio favore, non ho di fatto ottenuto dal mio ex marito una piena adesione spontanea nell’interesse di nostro figlio.”