Tutte le cose belle hanno una fine e così anche Fringe, dopo 5 stagione, ha salutato i suoi fan. Con tanta emozione e un pizzico di polemica per i dubbi rimasti senza risposta.

State tranquilli, in questo pezzo non troverete spoiler di Fringe 5 ultimo episodio andato in onda un paio di giorni fa in USA, solo una riflessione su come alcune serie tv  possano intrufolarsi così tanto nell’immaginario collettivo da lasciare un senso di vuoto quando giungono a conclusione. Il paragone con Lost nasce da questo ( e anche per il signor J.J. Abrams in comune): ve lo ricordate il post season finale, quando ci guardavamo intorno spaesati, con la testa ancora piena di domande e tanta nostalgia per l’Isola?

Fringe 5 ci lascia il medesimo senso di vuoto, non fosse altro perché, negli ultimi cinque anni ci ha accompagnati in un mondo strano – oltre il limite, fantascientifico oltre ogni misura – in modo sempre garbato ed emozionante. Complice anche un’ottima recitazione, non sempre un perno attorno al quale ruotano i prodotti con una buona sceneggiatura, lo show, che pure all’inizio aveva stentato a decollare, ha preso i suoi fan per mano e li ha portati fin qui, agli ultimi due episodi della serie.

C’è chi è deluso e chi è soddisfatto, chi si è emozionato, chi ha pianto di nostalgia anticipata e chi di rabbia per tutti i dubbi rimasti in sospeso. E voi, come avete vissuto l’ennesimo giro di boa, questa chiusura di un cerchio seriale che ci ha accolto e avvolto per gli ultimi 5 anni?

Vi è piaciuto il finale di Fringe? E perché secondo voi serie come questa provocano più empatia con lo spettatore, facendolo quasi sentire parte del gioco? A voi la parola!