Alla Festa del Cinema di Roma è arrivata la minuta e graziosissima Ellen Page per presentare il suo ultimo film Freeheld che la vede protagonista al fianco di una star celebrata come Julianne Moore.

Il film, sceneggiato da Ron Nyswaner, lo stesso autore dello script di Philadelphia e diretto da Peter Sollett, racconta la storia vera di Laurel Hester e Stacie Andree, coppia che nel 2006 lottò per vedere riconosciuta l’estensione dei diritti di reversibilità alle coppie gay.

Laurel, agente di polizia della Contea di Ocean, si ammalò infatti di cancro e si trovò a dover combattere contro il sistema giudiziario per garantire che la compagna ricevesse la propria pensione, arrivando a convincere della legittimità della propria causa i cinque freeholder della regione. Ad aiutare la coppia in difficoltà l’avvocato e attivista Steven Goldstein, che ha le fattezze di Steve Carell.

Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, Freeheld si innesta dunque nell’animato dibattito italiano riguardante i diritti della coppie gay, la possibilità di unioni riconosciute e anche l’adozione.

Ellen Page, che il 14 febbraio del 2014 fece coming out e da allora è diventata un’attiva paladina della causa LGBT, non solo ha sfilato sul red carpet del festival per promuovere il suo film, in uscita nelle sale italiane dal 5 novembre, ma non ha perso l’occasione per parlare della propria esperienza e dell’importanza del riconoscimento dei diritti dei cittadini omosessuali.

Durante l’intervista che l’ha vista protagonista la Page ha voluto ricordare come il processo sia ormai stato messo in moto e quindi anche in Italia prima o poi si arriverà a una legge definitiva: “Il cambiamento è inevitabile, come è successo anche negli Stati Uniti, dove abbiamo percorso una lunghissima strada. È davvero incredibile quello che è avvenuto: i vecchi membri della comunità LGBT per esempio non avrebbero mai immaginato che i matrimoni egualitari sarebbero potuti divenire parte del dibattito pubblico o che addirittura sarebbero riconosciuti legali a livello federale.”

L’attrice, che a Roma aveva portato anche il film della sua consacrazione, Juno, vedendolo trionfare, ha espresso il desiderio che anche il nostro Paese si allinei ad alcuni standard internazionali, anche solo per il bene dei propri cittadini: “Penso che per quanto riguarda l’uguaglianza, il diritto umano a vivere e amare liberamente sia praticamente impossibile non vincere queste lotte. Vorrei che a breve si riescano a convincere le persone sull’opportunità del matrimonio egualitario, perché ci sono sempre state persone gay, trans, queer, quello che volete, ed è il momento di accettarlo. Le conseguenze dell’intolleranza sono deleterie, mentre l’uguaglianza è un bene per tutti.”

Ellen Page ha poi parlato dell’annuncio che ha fatto l’anno scorso riguardante la propria sessualità, una scelta sicuramente difficile ma che l’ha resa più libera che mai: “Inizialmente mi era stato detto che fare coming out avrebbe fatto male alla mia carriera, e dunque non mi sentivo libera di essere me stessa. Però mi sembra che le cose a Hollywood stiano cambiando un po’ alla volta. E per quanto mi concerne dopo il coming out mi sono sentita molto più libera e ispirata: è stato un evento che ha avuto un grande impatto sia sul mio lavoro sia sulla mia vita privata, qualcosa di assolutamente positivo.”