Francesco Monti, in arte Fré Monti. Lo abbiamo conosciuto con il talent show di Rai2 The Voice (faceva parte del gruppo di Riccardo Cocciante), lo abbiamo visto cantare e giocare per e nella Nazionale Cantanti, ora lo seguiamo nella sua crescita nel mondo della musica italiana con un nuovo singolo in uscita proprio in questi giorni: Vorrei Ricordarti. Prima di farvelo ascoltare in anteprima, però, eccovi una simpatica intervista a Fré.

Cosa significa la musica per Frè e, soprattutto, quanto è difficile essere oggi un musicista in Italia.

La musica è come guardarsi allo specchio e vedere anche tutto quello che hai dentro. Mi da la possibilità ogni volta di conoscermi meglio, la cosa più stimolante e bella che c’è. Il continuo evolversi, sbagliare e poi cambiare, trasformare una situazione negativa in positiva. Questa è la musica. Per essere sintetico ti dico che la mia continua ricerca personale sfocia sempre nella musica.

E’ difficile si, fare il musicista al giorno d’oggi in Italia, ma è difficile anche fare il postino, o il barista o qualunque altro lavoro che io abbia fatto. Sicuramente i sogni aiutano. Certo si, io intendo la musica come passione, come condivisione, come emozione, ma anche come lavoro. Avere la possibilità di suonare è sempre difficilissimo, la costanza è fondamentale. Il contatto con la gente, respirare la stessa aria e le stesse emozioni è una cosa unica e non riesco a farne a meno, anzi, è la cosa che mi fa andare avanti, come l’amore. Molte volte bisogna mandare giù dei bei rospi, e credo che la gavetta non finisca mai. Alla fine è il bello della vita, riuscire a venire fuori da una situazione difficile e brutta e trarne qualcosa di positivo, in questo caso magari riuscendo a dire qualcosa con la tua musica. La partenza per Londra è stata la mia svolta, da quando ho iniziato a suonare 2/3 volte a settimana in giro per la città, dappertutto(dal pub in cui lavoravo, alle mille serate open mic), ho deciso che volevo tentare di fare il lavoro del musicista e fin’ora è andata bene. Ma ripeto, non bisogna mai adagiarsi. Oggi è un lavoro che un giorno va e l’altro non si sa. Ha molti alti ma anche molti bassi e tenere ben salda in mano la propria passione è fondamentale!”

Come nasce Vorrei Ricordarti? Il singolo racconta di una storia “che non riesce ad essere”, ma che comunque lascia un bel ricordo, segno di una notevole maturità. Com’è il tuo modo di approcciarti alle relazioni?

“‘Vorrei ricordarti’ nasce appunto durante un periodo “strano” in cui questo rapporto non è mai riuscito ad “essere” come io avrei voluto che fosse… Non si è mai concretizzato. Ma è proprio nell’ossessione che ho capito quanto mi stesse facendo crescere.

Il mio rapporto con le relazioni ORA è ottimo perché diciamo che lo è con me stesso. Negli anni sono riuscito ad arrivare ad apprezzare momenti anche molto negativi perché mi hanno dato tanto. Dopo tanti scontri sono arrivato ad essere sincero con me stesso e di conseguenza anche con gli altri. La relazione è un continuo costruire, e non c’è cosa più bella che cercare di costruire qualcosa in cui credi, nonostante tutto quello che ogni giorno può accaderti. Insomma starei qui ore a raccontarti del mio modo di approcciarmi alle relazioni, ma credo che nelle mie canzoni ci sia un po’ tutto, quindi nel disco che presto uscirà, io ve la butto lì”.

Prima di andare avanti con l’intervista, godiamoci il video ufficiale di “Vorrei Ricordarti”

Cosa pensi dei talent show? Rifaresti The Voice?

I talent show sono un’ottima esperienza, ma come lo è stato per me suonare in ogni posto in cui abbia suonato, da Londra, al paese in cui abito. Un’esperienza diversa che mi ha dato sicuramente molta più consapevolezza di quello che tutt’ora faccio e sono. Che mi abbia cambiato la vita no. The Voice mi ha aiutato a far sentire la mia voce a milioni di persone e, una volta uscito, mi ha dato una grande mano ad andare avanti e concretizzare ancora di più il mio progetto e il mio sogno: poter proporre il mio modo di fare musica, e le mie canzoni. Di sicuro i talent non sono un punto d’arrivo (e mi dispiace sapere che c’è qualcuno ancora tra di noi che lo pensi). La musica, come noi stessi, è in continuo divenire. Non ci si ferma mai. Non credo che ci siano punti d’arrivo infatti ed è una cosa bellissima per me. Detto questo, lo rifarei sicuramente”.

Sanremo 2015. Che ne pensi?

Sarebbe fantastico, una sensazione unica sopra quel palco, non posso negare che ogni tanto mi immagino essere li sopra, ma allo stesso tempo mi immagino anche suonare fuori per strada davanti al teatro mentre la gente entra… ho fatto a proposito anche il busker, è molto dura, ma è bellissimo e non appena avrò l’occasione di rifarlo, lo rifarò, magari proprio a Sanremo. Quindi diciamo così: nel 2015, in ogni caso, andrò a Sanremo!